Mese: Giugno 2025

  • Giornale Radio | Intervista a Elisabetta Perrotta

    Ai microfoni di GreenPop su Giornale Radio, il Direttore Elisabetta Perrotta ha ribadito un principio fondamentale: senza impianti, non c’è economia circolare. 

    Dall’iniziativa “Impianti Aperti On The Road” al biomonitoraggio con le api sentinelle dell’ambiente, 

    Il Direttore ha affrontato i pregiudizi sulla gestione dei rifiuti, l’urgenza di nuovi impianti, la necessità di una comunicazione trasparente e di un cambio di paradigma culturale. 

    Clicca qui per riascoltare l’intervista di Lucia Lo Palo.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Materie prime critiche, l’elenco Ue per il recupero

    Economia sostenibile / circolare / Esg (Normativa in Cantiere)

    È in arrivo l’elenco europeo dei prodotti a più alto potenziale di recupero di “materie prime critiche“, preziosi elementi di cui l’Unione europea ha bisogno per attuare la “transizione verde” dell’economia.

    La novità è contenuta in una proposta di regolamento che la Commissione europea ha presentato alla valutazione degli operatori fino al 25 luglio 2025, in attuazione del regolamento Ue 2024/1252/Ue sull’approvvigionamento delle materie prime critiche. Si tratta di terre rare ed elementi di cui il territorio dell’Unione europea scarseggia, che sono indispensabili per realizzare strumenti e oggetti di una economia “digitale” ed a basse emissioni di carbonio.

    L’elenco elaborato dalla Commissione comprende prodotti, componentistica e flussi di rifiuti che hanno un rilevante potenziale in termini di recupero dagli stessi di materie prime critiche. Tra questi figurano: batterie; turbine eoliche; apparecchiature elettriche ed elettroniche come magneti, dischi rigidi, display, schede a circuito stampato, celle fotovoltaiche. Ed ancora, mezzi di trasporto leggeri, rifiuti da costruzione e demolizione (in particolare leghe di alluminio e rame e cavi negli edifici) nonché digestato o compost da rifiuti organici raccolti separatamente.

    L’elencazione dei prodotti serve da riferimento per gli Stati membri che, entro due anni dall’entrata in vigore del provvedimento, dovranno adottare programmi nazionali con misure sulla circolarità. Cioè avranno il compito di promuovere la prevenzione dei rifiuti e aumentare il riutilizzo e la riparazione proprio di quei prodotti con alto potenziale di materie prime critiche da recuperare. E quando tali beni diventano rifiuti, aumentarne la raccolta, la cernita e il trattamento. Anche in questo caso allo scopo di estrarre i preziosi componenti ivi contenuti.

    A cura di Francesco Petrucci – Rete Ambiente

  • Regolamento su restrizioni Pfos

    La Commissione europea ha pubblicato il Regolamento 2025/718/UE che modifica il regolamento POP relativamente alla presenza dell’acido perfluorottano sulfonato (Pfos) e i suoi derivati.

    Il Regolamento modifica l’allegato I del regolamento POP che contiene l’elenco delle sostanze inserite nella convenzione e nel protocollo e per le quali è vietata la fabbricazione, l’immissione in commercio e l’uso. Il provvedimento, in particolare, riduce in modo significativo il limite alla contaminazione in tracce non intenzionali (Utc) del Pfos, sia nelle sostanze e nelle miscele che nei prodotti semifiniti e negli articoli. 

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/239/SAEC-EUR/CS del 30.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    Link per il Regolamento: https://legislazionetecnica.it/13004070/normativa-edilizia-appalti-professioni-tecniche-sicurezza-ambiente/regolam-comm-ue-14-04-2025-n-718/inquinanti-organici-persistenti#:~:text=REGOLAMENTO%20DELEGATO%20(UE)%202025%2F,perfluorottano%20sulfonato%20e%20i%20suoi%20derivati.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Ordinanza TAR Lombardia su AIA e silenzio-assenso

    Con Ordinanza n. 506 del 3 giugno 2025, il Tribunale amministrativo lombardo ha espresso le proprie perplessità su un possibile contrasto tra il principio del silenzio-assenso contenuto nella normativa italiana all’ art. 29-nonies del D.lgs. n. 152/2006 che regola le modifiche “non sostanziali” degli impianti in esercizio mediante autorizzazione integrata ambientale e la direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali ed ha pertanto deciso di rimettere il giudizio alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

    La direttiva europea, infatti, mira a garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente, e la questione sollevata dal TAR riguarda se il silenzio-assenso sia uno strumento adeguato per gestire le modifiche agli impianti che possono avere un impatto sull’ambiente. Il TAR ha quindi rimesso la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per una decisione definitiva sulla compatibilità tra la normativa italiana e il diritto europeo. 

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/238/SAEC-GIU/LE del 30.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Nuova Diga Foranea di Genova: l’infrastruttura che trasforma il porto raggiunge un nuovo traguardo

    Affondato il decimo cassone e completata la prima metà delle colonne con 34.000 colonne realizzate fino a 50 metri di profondità

    Genova, 29 giugno 2025 – La costruzione della  Nuova Diga Foranea segna nuovi progressi: è stato infatti costruito e affondato il decimo mega cassone della diga, realizzata dal Consorzio PerGenova Breakwater guidato da Webuild per conto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Nei giorni scorsi è stato inoltre raggiunto il traguardo della costruzione di oltre 34.000 colonne di ghiaia sui fondali al largo della città, pari a 406.000 metri lineari, ben oltre la metà della lunghezza totale di quelle previste da progetto.

    A breve partiranno inoltre le attività di prefabbricazione dei cassoni di dimensione ancora più grandi, lunghi fino a 67 metri, con una larghezza fino a 35 metri e un’altezza variabile fino a 33 metri, che saranno realizzati all’interno del bacino di prefabbricazione “Tronds Barge 33” a Vado Ligure

    Milestone significativa è il raggiungimento della prima metà delle colonne in mare aperto, a profondità tra 25 e 50 metri. Alte fino a 13,5 metri e con un diametro di 110 cm, le colonne sono strutture fondamentali per migliorare la stabilità dei cassoni e l’assestamento dei terreni su cui poggerà la diga. Sono realizzate nello strato creato dalle oltre 2,2 milioni di tonnellate di ghiaia posate ad oggi sul fondale e provenienti in gran parte dalla Spagna. 

    La tecnica utilizzata per la realizzazione di queste colonne è quella del “top-feed method”, che impiega otto vibroflot, strumenti a forma di aghi lunghi oltre 20 metri, alimentati da getti di acqua ed aria in pressione per “rompere” e penetrare il terreno naturale. I vibroflot vengono calati dall’alto e progressivamente inseriti nel fondale marino, creando dei fori all’interno dei quali, tramite vibrazioni, cade la ghiaia che poi viene in ultimo compattata. Le operazioni si svolgono attualmente con tre pontoni, uno dei quali supera i 150 metri di lunghezza, dotati di gru alte fino a 40 metri. 

    Il progetto, tecnicamente molto sfidante, coinvolge attualmente in totale oltre 450 persone, tra personale diretto e di terzi.

    La Nuova Diga Foranea rappresenta un’infrastruttura cruciale per il futuro del porto di Genova: consentirà l’accesso a navi fino a 400 metri di lunghezza e rafforzerà il ruolo dello scalo ligure all’interno del Corridoio Reno-Alpi della rete TEN-T, in sinergia con il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova, anch’esso realizzato da Webuild. Un’opera che potenzia la competitività del porto ponendo grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

    A cura di Newsletter Webuild Business Monthly News

  • Terre e rocce da scavo

    testo revisionato –  24.6.2025

    Terre e rocce da scavo – schema decreto UE.

    Lo schema di decreto sulle terre rocce da scavo sta per giungere alla sua definizione – 26 giugno del 2025. Il testo originario è stato integrato da numerose osservazioni che lo rendono più specifico. Sul sito dell’ANCE è possibile leggere il testo con le osservazioni proposte. La comparazione tra i due testi, quello originario e quello integrato pone luce a differenze principali che brevemente si riassumono: 

    1. Struttura e organizzazione:
      • Il testo inviato all’UE è più dettagliato e articolato, con una maggiore suddivisione in articoli e allegati. Include riferimenti specifici a procedure, definizioni e requisiti tecnici.
      • Lo schema iniziale è meno dettagliato e presenta una struttura più sintetica.
    2. Definizioni e ambiti di applicazione:
      • Il testo inviato all’UE introduce definizioni più precise e dettagliate per termini come “terre e rocce da scavo”, “sottoprodotti”, “normale pratica industriale”, e “cantiere di micro-dimensioni”.
      • Lo schema iniziale ha definizioni meno articolate e non include alcune categorie specifiche, come i cantieri di micro-dimensioni.
    3. Procedure di caratterizzazione e gestione:
      • Il testo inviato all’UE specifica in modo approfondito le procedure di campionamento, caratterizzazione ambientale e gestione delle terre e rocce da scavo, con riferimenti a norme tecniche e metodologie analitiche. ​
      • Lo schema iniziale presenta indicazioni generali, senza entrare nei dettagli tecnici. ​
    4. Ruolo delle autorità competenti:
      • Nel testo inviato all’UE, il ruolo delle autorità competenti e delle Agenzie di protezione ambientale è chiaramente definito, con tempistiche e responsabilità specifiche.
      • Lo schema iniziale non dettaglia in modo approfondito le responsabilità delle autorità.
    5. Documentazione e tracciabilità:
      • Il testo inviato all’UE include moduli e dichiarazioni specifiche (ad esempio, dichiarazione di utilizzo, documento di trasporto, dichiarazione di avvenuto utilizzo) per garantire la tracciabilità delle terre e rocce da scavo.
      • Lo schema iniziale non presenta moduli dettagliati.
    6. Integrazione con normative europee:
      • Il testo inviato all’UE fa esplicito riferimento a regolamenti e direttive europee, come il regolamento CE 1272/2008 e il regolamento CE 850/2004.
      • Lo schema iniziale non include tali riferimenti.
    7. Clausole di invarianza finanziaria e riconoscimento reciproco:
      • Il testo inviato all’UE introduce clausole specifiche per garantire l’invarianza finanziaria e il riconoscimento reciproco dei materiali tra Stati membri dell’UE. ​
      • Lo schema iniziale non contiene queste clausole.

    Leggi testo Decreto terre e rocce da scavo – UE 2025

    Leggi testo schema decreto terre e rocce da scavo – originario 

    A cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri

  • REMBOOK 2025 – riaprono iscrizioni per imprese iscritte ALBO cat. 9 e 10

    Dal 19 Giugno, sono riaperte le iscrizioni a REMBook, il catalogo gratuito riservato alle imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali nelle categorie 9 o 10, che costituisce una banca dati preziosa e rappresentativa delle competenze tecniche e professionali delle imprese qualificate che operano nel campo delle bonifiche ambientali. 

    È quindi possibile registrarsi (gratuitamente), utilizzando il nuovo Questionario online, a REMBook, pubblicato da RemTech e dall’Albo nazionale gestori ambientali, realizzato con la collaborazione del Commissario Unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, Ispra, Invitalia, Assoamianto, Assoambiente.

    Da quest’anno la piattaforma è inoltre rinnovata ed arricchita con nuove funzionalità e sarà aperta ufficialmente il 18 Settembre con la pubblicazione delle nuove imprese che si registreranno a partire dal 19 giugno 2025.

    La compilazione e l’invio del questionario dovranno essere completate entro il 1 agosto 2025

    Per iscriversi raggiungere la nuova home page REMBook

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/232/SAEC-SUO/PE del 20.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di Assoambiente

  • Inaugurato il nuovo impianto ECOSYSTEM SpA | Pomezia, 20 giugno

    Il 20 giugno Assoambiente ha preso parte all’inaugurazione della nuova linea di trattamento rifiuti di Ecosystem S.p.A. 

    Nel suo intervento, il Direttore Elisabetta Perrotta ha sottolineato il ruolo sempre più strategico del recupero di materia dai rifiuti per la sicurezza dell’Italia e dell’Europa, soprattutto alla luce del complesso scenario geopolitico internazionale.

    Una transizione verso un’economia realmente circolare richiede regole certe e coerenti. In questo senso, il prossimo Circular Economy Act dovrà fornire risposte concrete alle criticità che diversi comparti del riciclo stanno affrontando: dal riconoscimento degli End of Waste all’effettivo assorbimento dei materiali riciclati nei processi produttivi.

    A cura di Assoambiente

  • Comunicazione CE su aiuti di stato nell’ambito del Clean Industrial Deal

    La Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione sul quadro di riferimento per gli aiuti di Stato nell’ambito del Clean Industrial Deal (CISAF). Il CISAF intende supportare gli Stati membri nella definizione di misure di sostegno per lo sviluppo e il perseguimento dell’energia pulita, della decarbonizzazione industriale e delle tecnologie pulite. 

    Sul tema EuRIC e FEAD, insieme a molte altre associazioni europee, avevano predisposto una lettera in risposta alla bozza del CISAF, chiedendo l’inclusione esplicita di misure di circolarità tra quelle beneficiarie dei possibili aiuti di Stato. 

    Il CISAF rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2030, garantendo agli Stati membri e alle imprese una prevedibilità a lungo termine, e va a sostituire il Quadro temporaneo di crisi e transizione (TCTF), in vigore dal 2022. 

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/235/SAEC-EUR/CS del 26.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di Assoambiente

  • Sentenza TAR Piemonte su attività di spandimento di gessi e carbonati di defecazione

    Con la Sentenza n. 850 del 22 maggio 2025, il TAR Piemonte ha affermato che il Sindaco non può stabilire prescrizioni e limitazioni allo spandimento nei campi dei gessi di defecazione attraverso ordinanze contingibili e urgenti, né ha competenze normative in materia che sono riservate esclusivamente al Legislatore statale.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/236/SAEC-GIU/LE del 26.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di Assoambiente