#

DECRETO LEGGE “FISCO-LAVORO” N.146/2021

La definitiva conversione in legge del Decreto Fisco-Lavoro n.146/2021 definisce una “miniriforma” del D.Lgs. 81/08 in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, andando ad integrare 14 articoli del Testo Unico ed a sostituire integralmente l’Allegato I, con l’obiettivo di aumentare le tutele prevenzionistiche sostanziali.

Questa “miniriforma” tende ad operare contemporaneamente su cinque pilastri della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro:

– una implementazione delle attività formative e di addestramento;

funzioni di vigilanza e controllo più stringenti e delle correlate responsabilità del preposto;

– estensione all’Ispettorato Nazionale del Lavoro delle competenze di vigilanza ed ispezione, che in precedenza erano riconosciute soltanto alle Aziende Sanitarie Locali;

– la riformulazione del potere di sospensione dell’attività lavorativa dell’impresa per lavoro sommerso e gravi violazioni della sicurezza;

– il rilancio del ruolo degli organismi paritetici.

FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO

In merito alla formazione, le novità sostanziali sono che entro il 30 giugno 2022 la Conferenza permanente Stato-Regioni adotti un accordo dove si accorpino gli Accordi attuativi del Testo Unico in materia di formazione per garantire:

la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione obbligatoria a carico del datore di lavoro;

– l’indicazione delle modalità delle verifiche finali di apprendimento obbligatoria per tutti i discenti dei corsi formativi e di addestramento obbligatori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e delle verifiche di efficacia della formazione durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Un’altra novità è l’obbligatorietà di ricevere una adeguata e specifica formazione ed un aggiornamento periodico in base ai compiti in materia di salute e sicurezza sul lavoro per il datore di lavoro, equiparandolo ai dirigenti e ai preposti.

In merito all’addestramento, si stabilisce che consiste in una prova pratica per il corretto uso di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche DPI, oltre che ad una esercitazione applicata per le procedure di lavoro in sicurezza. Il tutto deve essere obbligatoriamente tracciato da un apposito registro, verbalizzando gli interventi di addestramento effettuati.

L’attività di formazione e aggiornamento dei preposti deve essere svolta interamente in modalità in presenza e con cadenza almeno biennale o quando si rende necessario per l’insorgenza di nuovi rischi o l’evoluzione di rischi già esistenti.

Le sanzioni previste per queste inadempienze sono l’arresto da due a quattro mesi o l’ammenda da 1.474,21 a 6388,23 euro.

PREPOSTO

Il preposto, con il nuovo D.L. n.146/2021, assume un ruolo di centralità accanto al datore di lavoro e al dirigente nel sistema di gestione aziendale e della sicurezza sul lavoro.

Il datore di lavoro e il dirigente hanno l’obbligo di individuare il/i preposto/i per l’effettuazione delle attività di vigilanza, che consistono in:

– sovrintendere e vigilare sull’osservanza dei singoli lavoratori sugli obblighi di legge e sulle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza;

– sovrintendere e vigilare sul corretto uso dei mezzi di protezione collettivi e dei DPI.

Se il preposto rileva comportamenti non conformi, è obbligato a intervenire per modificare il comportamento errato fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. Se queste non vengono attuate e persiste l’inosservanza rilevata, il preposto deve interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori.

Tale inadempienza del preposto è punibile con l’arresto fino a due mesi o l’ammenda da 491,40 a 1474,21 euro.

Altro obbligo del preposto è quello di interrompere l’attività e informare il datore di lavoro e il dirigente se riscontra deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo, pena l’arresto fino a due mesi o l’ammenda da 491,40 a 1474,21 euro.

Anche per le attività in regime di appalto e subappalto, il nuovo D.L. n.146/2021 stabilisce che i datori di lavoro appaltatori e subappaltatori hanno l’obbligo di indicare al committente il personale individuato per svolgere le funzioni di preposto.

Questa inosservanza è penalmente sanzionata con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro.

SOSPENSIONE DELL’IMPRESA

Possono essere intrapresi dei provvedimenti di sospensione dell’impresa se vengono riscontrare delle carenze in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e se è agevolato il lavoro irregolare.

La sospensione scatta se, al momento dell’accesso ispettivo, viene rilevato almeno il 10% dei lavoratori senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, ma anche se il personale occupato come lavoratori autonomi occasionali opera in assenza delle condizioni richieste dalla normativa.

Mentre in materia di salute e sicurezza, viene sostituito integralmente l’Allegato I del D.Lgs. 81/08, che elenca le gravi violazioni da cui scaturiscono i provvedimenti degli organi ispettivi, ripristinando il riferimento al rischio amianto, la cui mancata notifica all’organo di vigilanza prima dell’inizio di lavori che possono comportare rischio di esposizione ad amianto costituisce un’inadempienza grave.

Nel caso in cui venga intrapreso il provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa dell’impresa, il datore di lavoro è comunque obbligato a corrispondere integralmente la retribuzione e a versare i relativi contributi.

 

ISPETTORATO DEL LAVORO

Con il D.L. n.146/2021 viene conferito all’Ispettorato Nazionale del Lavoro la pienezza dei poteri ispettivi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, collaborando in modo paritario con le Azienda Sanitarie Locali competenti per territorio.

ORGANISMI PARITETICI

Nel D.L. n. 146/2021 viene prevista l’istituzione di un repertorio degli organismi paritetici con specifica definizione dei criteri identificativi, sentendo preventivamente le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentative sul piano nazionale per il settore di appartenenza.

Inoltre vien stabilito che gli organismi paritetici devono comunicare annualmente, insieme all’Ispettorato del Lavoro e all’INAIL, i dati relativi a:

imprese che hanno aderito al sistema degli organismi paritetici e quelle che hanno svolto attività di formazione organizzata dagli stessi;

rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali;

– rilascio delle asseverazioni di adozione ed efficace attuazione dei modelli organizzativi e gestione della sicurezza.

I dati comunicati dagli organismi paritetici verranno analizzati dall’Ispettorato del Lavoro per individuare i criteri di priorità nella pianificazione della vigilanza e dall’INAIL per individuare i criteri di premialità nell’ambito della determinazione degli oneri assicurativi, tenendo conto che l’adesione agli organismi paritetici è volontaria ed ha come obbiettivo essenziale l’efficacia prevenzionistica.

eco#verde