Due procedure di infrazione in materia di rifiuti

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In data 25 luglio 2024 la Commissione UE ha avviato contro l’Italia due procedure di infrazione in materia di rifiuti.

  • La prima procedura (INFR(2024)2097) riguarda il non corretto recepimento della direttiva quadro sui rifiuti direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, come modificata dalla direttiva (Ue) 2018/851.

L’Italia ha recepito con D.lgs. 3 settembre 2020, n. 116 le norme europee ma secondo la Commissione non avrebbe recepito correttamente diverse disposizioni della direttiva tra cui quelle relative alla responsabilità estesa del produttore, alla garanzia di un riciclaggio di alta qualità, alla raccolta differenziata dei rifiuti pericolosi e all’attuazione di un sistema elettronico di tracciabilità.

Nel termine di 2 mesi lo Stato italiano dovrà rispondere in merito alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di inviare un parere motivato. Tale parere fisserà una scadenza entro la quale lo Stato membro ha il dovere di conformarsi al diritto dell’Unione europea.

  • L’altra procedura (INFR(2024)2142),  con stessa data,  contesta il mancato conseguimento degli obiettivi di raccolta e riciclaggio dei rifiuti. Sulla base degli ultimi dati disponibili comunicati dagli Stati membri, l’Italia come altri paesi non è riuscita a raggiungere diversi obiettivi di raccolta e riciclaggio dei rifiuti stabiliti dall’attuale legislazione dell’Ue in materia di rifiuti.

In particolare si registra il mancato raggiungimento dell’obiettivo 2020 del 50% di preparazione al riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani e dell’obiettivo di riciclo dei rifiuti elettronici (Raee).

Il tasso minimo di raccolta che gli Stati membri devono conseguire ogni anno è pari al 65% del peso medio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nello Stato membro nei 3 anni precedenti o, in alternativa, all’85% del peso dei raee prodotti nel territorio di tale Stato membro. La maggior parte degli Stati membri non ha  conseguito l’obiettivo.

La Commissione raccomanda di intensificare gli sforzi di attuazione basandosi sulle raccomandazioni specifiche per Paese individuate nella segnalazione preventiva sui rifiuti del 2023.

Gli Stati membri raggiunti dalla costituzione in mora dispongono ora di 2 mesi per rispondere.

Per maggiori informazioni, consultare il sito del Dipartimento per gli Affari Europei della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A cura di ecocamere.it

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