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ESPOSIZIONE DEL CONSUMATORE ALL’ALLUMINIO DERIVANTE DAL CONTATTO ALIMENTARE

PARERE DEL MINISTERO DELLA SALUTE DEL 2019

I risultati dei nuovi studi consentono di confermare le conclusioni del parere del 2017 riguardo la migrazione da utensili o imballaggi, condizionata dalle modalità d’uso, come fonte di esposizione alimentare all’alluminio e rafforzano l’attenzione dovuta al potenziale rischio per la salute, con particolare riguardo alle fasce più vulnerabili, rappresentate dai bambini sotto i 3 anni, anziani sopra i 65 anni, donne in gravidanza, persone con funzionalità renale compromessa.

Già dal 2008 l’EFSA ha definito una dose settimanale tollerabile (TW1) pari a 1 mg/kg p.c./settimana, corrispondente ad es. a 20 e 70 mg di alluminio/settimana, rispettivamente, per un bambino di 20 kg e per un adulto di 70 kg.

Pertanto il CNSA (comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare) ritiene che:

-l’alluminio venga inserito con rilievo prioritario nel piano di monitoraggio dei MOCA

-sia necessaria l’attivazione di idonee modalità di informazione e comunicazione circa il corretto uso dei MOCA contenenti alluminio per la produzione e la preparazione degli alimenti.

Raccomanda inoltre di utilizzare materiali alternativi o leghe che minimizzano la cessione, sulla base di solide evidenze, soprattutto per le persone più a rischio, precedentemente citate.

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