Con il Decreto Ministeriale n. 279 del 5 agosto 2024 sono stati definiti i criteri ambientali minimi (CAM) che dovranno essere adottati nell’affidamento del servizio di progettazione ed esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali, in linea con quanto previsto dal Piano d’azione nazionale per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN_GPP.pdf).
Le disposizioni del presente provvedimento entrano in vigore il 21 dicembre 2024. A partire da tale data, i CAM si applicheranno a tutti i contratti di appalto e alle concessioni aventi per oggetto l’esecuzione di lavori e la prestazione di servizi di progettazione di infrastrutture, includendo interventi di costruzione, manutenzione e adeguamento.
Visto l’obbligo generale di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali, previsto dall’art. 57 comma 2 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, l’applicazione parziale o la mancata applicazione di uno o più dei criteri ambientali contenuti nel provvedimento, dovrà essere espressamente stabilita.
L’applicazione parziale o la mancata applicazione di uno o più dei criteri ambientali può essere stabilita dalla stazione appaltante, ad esempio nel documento di indirizzo alla progettazione, per i seguenti motivi:
- Prodotto da costruzione non previsto dal progetto;
- Particolari condizioni del sito che impediscono la piena applicazione di uno o più specifiche tecniche.
Qualora uno o più criteri ambientali minimi siano in contrasto con normative tecniche di settore, il progettista, nella relazione CAM di cui al criterio “2.1.1 ”, fornisce la motivazione della non applicabilità o l’applicazione parziale del criterio ambientale minimo indicando i riferimenti normativi che determinano la non applicabilità dello stesso. Nell’applicazione dei criteri si intendono fatti salvi i vincoli e le tutele, i piani, le norme e i regolamenti, qualora risultino più restrittivi.
Per maggiori informazioni, consultare il sito web della Gazzetta Ufficiale.
A cura di www.ecocamere.it

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