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MUD 2021: entro il 16 Giugno 2021

La scadenza naturale del 30/04 slitta di 120 giorni per la pubblicazione del DPR 23/12/2020 “Approvazione del Modello Unico di Dichiarazione per l’anno 2021”Infatti la Legge 25 gennaio 1994 n.70, che ha istituito il MUD, prevede all’Art. 6 c. 2-bis che:
2-bis. Qualora si renda necessario apportare, nell’anno successivo a quello di riferimento, modifiche ed integrazioni al modello unico di dichiarazione ambientale, le predette modifiche ed integrazioni sono disposte con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro la data del 1° marzo; in tale ipotesi, il termine per la presentazione del modello è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del predetto decreto.
Cosa c’è da sapere:
– Slittamento della scadenza
– Adeguamento alle nuove disposizioni in materia di RAEE e di End o West di particolari tipologie di rifiuti
– La struttura della Dichiarazione è rimasta pressoché invariata, come pure le modalità di trasmissione
– Ricordarsi “si possa accedere ai siti web della pubblica amministrazione esclusivamente tramite il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), la Carta d’identità elettronica (Cie) o la Carta nazionale dei servizi (Cns), fermo restando l’utilizzo delle credenziali già rilasciate fino alla loro naturale scadenza e, comunque, non oltre il 30 settembre 2021.
Per quanto riguarda il MUD Semplificato e il MUD Comuni (se inviato via PEC) il pagamento dei diritti di segreteria potrà avvenire esclusivamente con il circuito Pago Pa (NON BOLLETTINO POSTALE)
Nessuna variazione dei soggetti obbligati
Soggetti obbligati alla presentazione del MUD
– chi effettua a titolo professionale raccolta e trasporto di rifiuti;
– commercianti e intermediari senza detenzione di rifiuti;
-imprese ed enti che effettuano recupero e/ o smaltimento di rifiuti;
– consorzi e sistemi riconosciuti per il recupero ed il riciclaggio di imballaggi o altri tipi di rifiuti;
– produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi;
– produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi di cui al D. Lgs. 152/2006 art.184 co.3 lettere c), (artigianali diversi da urbani), d) (industriali diversi da urbani), g) (attività di recupero e trattamento rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue, rifiuti dall’abbattimento di fumi, dalle fosse settiche e dalle reti fognarie) che hanno più di 10 dipendenti.
Ricordarsi che con Dlgs 116/2020 sono state apportate modifiche nella classificazione dei rifiuti, in particolare fra quelli ritenuti R. Urbani e R. Speciali.
Soggetti esclusi dall’obbligo di presentazione del MUD
– produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi le cui attività siano riconducibili a lettere diverse dalla c), d) o g) di cui al D. Lgs. 152/2006 art.184 co.3, a prescindere dal numero dei dipendenti
– produttori iniziali fino a 10 dipendenti, per i soli rifiuti speciali non pericolosi di cui al D. Lgs. 152/2006 art.184 co.3 lettere c), d), g)
– imprese che raccolgono e trasportano rifiuti speciali non pericolosi da loro stesse prodotti (cat. 2-bis dell’Albo Gestori ambientali)
-imprese che applicano le procedure semplificate per la gestione dei RAEE di cui al DM 65/2010
– imprenditori agricoli con volume d’affari fino a 8.000 €/ anno e che producono rifiuti speciali pericolosi (per i rifiuti speciali non pericolosi sono esclusi a priori, vedi punto 1).
– In realtà, l’esonero dal MUD per gli imprenditori agricoli è da considerare valido a prescindere dal volume d’affari per i rifiuti pericolosi, in quanto viene ripresa la semplificazione prevista dalla L.221/2016 per tali soggetti e per le attività di servizio alla persona.
Infatti, ai sensi del D. Lgs. 152/2006 art.190 co.6 i seguenti soggetti:
Gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del Codice civile produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi (quindi anche con volume d’affari oltre 8.000 €/anno);
i soggetti esercenti attività ricadenti nell’ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02, 96.02.03 e 96.09.02 (estetisti, parrucchieri, tatuatori…) che producono rifiuti speciali pericolosi, compresi quelli aventi codice CER 18.01.03*, relativi ad aghi, siringhe e oggetti taglienti usati;
i produttori di rifiuti speciali pericolosi non rientranti in organizzazione di ente o impresa; possono adempiere all’obbligo di presentazione del MUD con una delle seguenti modalità, tra loro alternative:
a) con la conservazione progressiva per tre anni del formulario di identificazione, relativo al trasporto dei rifiuti o dei documenti sostitutivi previsti di dal D. Lgs. 152/2006 art. 193;
b) con la conservazione per tre anni del documento di conferimento rilasciato dal soggetto che provvede alla raccolta di detti rifiuti nell’ambito del circuito organizzato di raccolta di cui di cui al D. Lgs. 152/2006 art 18.

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