L’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) a luglio 2024 ha pubblicato il quaderno laboratorio Snpa 8/2024 dal titolo “Sviluppo di una procedura sperimentale per la caratterizzazione ecotossicologica dei rifiuti“, sviluppato nell’ambito di un atto convenzionale con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) e con il coinvolgimento attivo delle Agenzie Regionali di Emilia Romagna, Lombardia e Toscana, delle associazioni di categoria e dei gestori degli impianti.
Il Regolamento (CE) 2017/997 stabilisce le modalità per l’attribuzione della caratteristica di pericolo HP14 “ecotossico”. Il Regolamento stabilisce i criteri per l’attribuzione ai rifiuti della caratteristica di pericolo “ecotossico” attraverso l’applicazione del “metodo convenzionale”, in base al quale l’ecotossicità viene definita dal punto di vista chimico, tramite la sommatoria delle concentrazioni delle sostanze classificate pericolose per l’ambiente, secondo il Regolamento 2008/1272/CE (regolamento CLP).
Come emerge dall’analisi dello studio promosso da ISPRA, i risultati ottenuti da un’estesa attività analitica chimico-ecotossicologica, su 5 tipologie di rifiuti (car-fluff, rifiuti derivati da TMB, bottom-ash, fly-ash e fanghi industriali) sono stati utilizzati per elaborare una procedura di carattere sperimentale, basata su un approccio di tipo Weight Of Evidence (Woe).Tale procedura, superando il classico approccio tabellare chimico e/o ecotossicologico, introduce un metodo di integrazione ponderata che, tramite indici sintetici chimici ed ecotossicologici, consente di valutare in maniera più realistica il pericolo ambientale complessivo di un rifiuto.
Per maggiori approfondimenti e prendere visione del documento, consultare il sito web di ISPRA.
A cura di ecocamere.it e ISPRA

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