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Valutazione Campi Elettromagnetici

Il 2 settembre è entrato in vigore il D.Lgs 159/2016 (G.U. del 18 agosto 2016) che attua la Direttiva 2013/35/UE sulle “sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) e che abroga la direttiva 2004/40/CE”.

Tali disposizioni riguardano la protezione per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti biofisici diretti e agli effetti indiretti noti provocati dai campi elettromagnetici.

Per “campi elettromagnetici” si intendono: i campi elettrici statici, i campi magnetici statici e i campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo con frequenze comprese tra 0 e 300 Ghz.

I campi elettromagnetici rappresentano uno dei rischi fisici oggetto della disciplina in materia di salute e sicurezza di cui al titolo VIII del D.Lgs. 81/2008.

Il nuovo Decreto modifica il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) agli artt. dal 206 al 212, aggiornando il campo di applicazione, le definizioni, i valori limite di esposizione e valori di azione, la valutazione dei rischi e l’identificazione dell’esposizione, le disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi, la sorveglianza sanitaria e le deroghe.

E’ stato inoltre introdotto il nuovo art. 210 bis che riguarda nello specifico l’informazione e formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

La disciplina relativa alla protezione dai rischi derivanti da campi elettromagnetici si applica alle attività lavorative dove vi sia possibilità di esposizione a campi elettromagnetici con frequenza da 0 Hz a 300 GHz ed è finalizzata:

– alla riduzione degli effetti a breve termine che tali campi possono determinare sull’uomo, detti “effetti biosifici”: un campo elettromagnetico può causare al lavoratore effetti termici, quali il riscaldamento dei tessuti corporei, oppure effetti non termici come la stimolazione di muscoli, nervi e organi sensoriali;

– alla riduzione, o, se possibile, eliminazione, dei rischi derivanti dalla presenza di oggetti che in un campo elettromagnetico possono causare interferenze con le attrezzature o con dispositivi medici, propulsione di oggetti, innesco di incendi o esplosioni, ecc (“effetti indiretti”).

Il capo IV non riguarda i rischi derivanti dall’esposizione a lungo termine a campi elettromagnetici.
La valutazione del rischio derivante da esposizione a campi elettromagnetici non è necessaria se i lavoratori utilizzano esclusivamente attrezzature normalmente immesse sul mercato per uso non professionale e conformi alle norme di prodotto dell’Unione europea, che stabiliscono livelli di sicurezza più rigorosi di quelli fissati dal capo IV del titolo VIII del D.Lgs. 81/2008.
Il datore di lavoro deve, nell’ambito della valutazione di tutti i rischi, considerare anche quelli derivanti dai campi elettromagnetici che possono essere generati da attrezzature, impianti e altre attività lavorative, tenendo conto dei valori limite di esposizione (VLE).
I valori limite di esposizione sono da considerarsi rispettati qualora la valutazione evidenzi valori di esposizione inferiori ai valori di azione (VA), mentre se i valori di azione sono superati, il datore di lavoro deve adottare specifiche misure tecnico-organizzative al fine di prevenire il superamento dei valori limite di esposizione. La valutazione si effettua tenendo conto delle informazioni sull’uso e sulla sicurezza del fabbricante; qualora non sia possibile accedere a tali informazioni, la valutazione dell’esposizione si effettua sulla base di misurazioni e calcoli.

Le misure di prevenzione e di protezione dei lavoratori sono adottate, sulla base della valutazione per eliminare il rischio, ovvero ridurre al minimo il rischio di superamento dei valori limite di esposizione, prioritariamente prevedendo:

– la sostituzione delle attrezzature che generano i campi elettromagnetici;

– l’adozione di altre metodologie di lavoro;

– la riduzione dell’esposizione e l’adozione di barriere di protezione.

I luoghi di lavoro in cui i lavoratori possono essere esposti a campi elettromagnetici che superano i valori di azioni devono essere indicati con apposita segnaletica ed il loro accesso deve essere limitato in maniera opportuna.

Le attività di informazione e formazione dei lavoratori devono riguardare le risultanze della valutazione del rischio, gli effetti dei campi elettromagnetici ed i rischi specifici per i lavoratori particolari, quali:

– soggetti portatori di dispositivi medici o di protesi metalliche;

– soggetti particolarmente sensibili;

– donne in gravidanza.

La sorveglianza sanitaria deve essere effettuata con periodicità almeno annuale e può essere richiesta dal lavoratore in caso di segnalazione di effetti indesiderati o inattesi sulla salute.
Il superamento dei valori limite di esposizione (VLE) è ammesso solo in determinati casi ed a determinate condizioni dettagliatamente stabiliti o, ricorrendone i presupposti, per deroga temporanea autorizzata dal Ministero del Lavoro.

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