Autore: Eco-Verde srl

  • Nuova Diga Foranea di Genova: l’infrastruttura che trasforma il porto raggiunge un nuovo traguardo

    Affondato il decimo cassone e completata la prima metà delle colonne con 34.000 colonne realizzate fino a 50 metri di profondità

    Genova, 29 giugno 2025 – La costruzione della  Nuova Diga Foranea segna nuovi progressi: è stato infatti costruito e affondato il decimo mega cassone della diga, realizzata dal Consorzio PerGenova Breakwater guidato da Webuild per conto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Nei giorni scorsi è stato inoltre raggiunto il traguardo della costruzione di oltre 34.000 colonne di ghiaia sui fondali al largo della città, pari a 406.000 metri lineari, ben oltre la metà della lunghezza totale di quelle previste da progetto.

    A breve partiranno inoltre le attività di prefabbricazione dei cassoni di dimensione ancora più grandi, lunghi fino a 67 metri, con una larghezza fino a 35 metri e un’altezza variabile fino a 33 metri, che saranno realizzati all’interno del bacino di prefabbricazione “Tronds Barge 33” a Vado Ligure. 

    Milestone significativa è il raggiungimento della prima metà delle colonne in mare aperto, a profondità tra 25 e 50 metri. Alte fino a 13,5 metri e con un diametro di 110 cm, le colonne sono strutture fondamentali per migliorare la stabilità dei cassoni e l’assestamento dei terreni su cui poggerà la diga. Sono realizzate nello strato creato dalle oltre 2,2 milioni di tonnellate di ghiaia posate ad oggi sul fondale e provenienti in gran parte dalla Spagna. 

    La tecnica utilizzata per la realizzazione di queste colonne è quella del “top-feed method”, che impiega otto vibroflot, strumenti a forma di aghi lunghi oltre 20 metri, alimentati da getti di acqua ed aria in pressione per “rompere” e penetrare il terreno naturale. I vibroflot vengono calati dall’alto e progressivamente inseriti nel fondale marino, creando dei fori all’interno dei quali, tramite vibrazioni, cade la ghiaia che poi viene in ultimo compattata. Le operazioni si svolgono attualmente con tre pontoni, uno dei quali supera i 150 metri di lunghezza, dotati di gru alte fino a 40 metri. 

    Il progetto, tecnicamente molto sfidante, coinvolge attualmente in totale oltre 450 persone, tra personale diretto e di terzi.

    La Nuova Diga Foranea rappresenta un’infrastruttura cruciale per il futuro del porto di Genova: consentirà l’accesso a navi fino a 400 metri di lunghezza e rafforzerà il ruolo dello scalo ligure all’interno del Corridoio Reno-Alpi della rete TEN-T, in sinergia con il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova, anch’esso realizzato da Webuild. Un’opera che potenzia la competitività del porto ponendo grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

    A cura di Newsletter Webuild Business Monthly News

  • Terre e rocce da scavo

    testo revisionato –  24.6.2025

    Terre e rocce da scavo – schema decreto UE.

    Lo schema di decreto sulle terre rocce da scavo sta per giungere alla sua definizione – 26 giugno del 2025. Il testo originario è stato integrato da numerose osservazioni che lo rendono più specifico. Sul sito dell’ANCE è possibile leggere il testo con le osservazioni proposte. La comparazione tra i due testi, quello originario e quello integrato pone luce a differenze principali che brevemente si riassumono: 

    1. Struttura e organizzazione:
      • Il testo inviato all’UE è più dettagliato e articolato, con una maggiore suddivisione in articoli e allegati. Include riferimenti specifici a procedure, definizioni e requisiti tecnici.
      • Lo schema iniziale è meno dettagliato e presenta una struttura più sintetica.
    2. Definizioni e ambiti di applicazione:
      • Il testo inviato all’UE introduce definizioni più precise e dettagliate per termini come “terre e rocce da scavo”, “sottoprodotti”, “normale pratica industriale”, e “cantiere di micro-dimensioni”.
      • Lo schema iniziale ha definizioni meno articolate e non include alcune categorie specifiche, come i cantieri di micro-dimensioni.
    3. Procedure di caratterizzazione e gestione:
      • Il testo inviato all’UE specifica in modo approfondito le procedure di campionamento, caratterizzazione ambientale e gestione delle terre e rocce da scavo, con riferimenti a norme tecniche e metodologie analitiche. ​
      • Lo schema iniziale presenta indicazioni generali, senza entrare nei dettagli tecnici. ​
    4. Ruolo delle autorità competenti:
      • Nel testo inviato all’UE, il ruolo delle autorità competenti e delle Agenzie di protezione ambientale è chiaramente definito, con tempistiche e responsabilità specifiche.
      • Lo schema iniziale non dettaglia in modo approfondito le responsabilità delle autorità.
    5. Documentazione e tracciabilità:
      • Il testo inviato all’UE include moduli e dichiarazioni specifiche (ad esempio, dichiarazione di utilizzo, documento di trasporto, dichiarazione di avvenuto utilizzo) per garantire la tracciabilità delle terre e rocce da scavo.
      • Lo schema iniziale non presenta moduli dettagliati.
    6. Integrazione con normative europee:
      • Il testo inviato all’UE fa esplicito riferimento a regolamenti e direttive europee, come il regolamento CE 1272/2008 e il regolamento CE 850/2004.
      • Lo schema iniziale non include tali riferimenti.
    7. Clausole di invarianza finanziaria e riconoscimento reciproco:
      • Il testo inviato all’UE introduce clausole specifiche per garantire l’invarianza finanziaria e il riconoscimento reciproco dei materiali tra Stati membri dell’UE. ​
      • Lo schema iniziale non contiene queste clausole.

    Leggi testo Decreto terre e rocce da scavo – UE 2025

    Leggi testo schema decreto terre e rocce da scavo – originario 

    A cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri

  • REMBOOK 2025 – riaprono iscrizioni per imprese iscritte ALBO cat. 9 e 10

    Dal 19 Giugno, sono riaperte le iscrizioni a REMBook, il catalogo gratuito riservato alle imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali nelle categorie 9 o 10, che costituisce una banca dati preziosa e rappresentativa delle competenze tecniche e professionali delle imprese qualificate che operano nel campo delle bonifiche ambientali. 

    È quindi possibile registrarsi (gratuitamente), utilizzando il nuovo Questionario online, a REMBook, pubblicato da RemTech e dall’Albo nazionale gestori ambientali, realizzato con la collaborazione del Commissario Unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, Ispra, Invitalia, Assoamianto, Assoambiente.

    Da quest’anno la piattaforma è inoltre rinnovata ed arricchita con nuove funzionalità e sarà aperta ufficialmente il 18 Settembre con la pubblicazione delle nuove imprese che si registreranno a partire dal 19 giugno 2025.

    La compilazione e l’invio del questionario dovranno essere completate entro il 1 agosto 2025. 

    Per iscriversi raggiungere la nuova home page REMBook

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/232/SAEC-SUO/PE del 20.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di Assoambiente

  • Inaugurato il nuovo impianto ECOSYSTEM SpA | Pomezia, 20 giugno

    Il 20 giugno Assoambiente ha preso parte all’inaugurazione della nuova linea di trattamento rifiuti di Ecosystem S.p.A. 

    Nel suo intervento, il Direttore Elisabetta Perrotta ha sottolineato il ruolo sempre più strategico del recupero di materia dai rifiuti per la sicurezza dell’Italia e dell’Europa, soprattutto alla luce del complesso scenario geopolitico internazionale.

    Una transizione verso un’economia realmente circolare richiede regole certe e coerenti. In questo senso, il prossimo Circular Economy Act dovrà fornire risposte concrete alle criticità che diversi comparti del riciclo stanno affrontando: dal riconoscimento degli End of Waste all’effettivo assorbimento dei materiali riciclati nei processi produttivi.

    A cura di Assoambiente

  • Comunicazione CE su aiuti di stato nell’ambito del Clean Industrial Deal

    La Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione sul quadro di riferimento per gli aiuti di Stato nell’ambito del Clean Industrial Deal (CISAF). Il CISAF intende supportare gli Stati membri nella definizione di misure di sostegno per lo sviluppo e il perseguimento dell’energia pulita, della decarbonizzazione industriale e delle tecnologie pulite. 

    Sul tema EuRIC e FEAD, insieme a molte altre associazioni europee, avevano predisposto una lettera in risposta alla bozza del CISAF, chiedendo l’inclusione esplicita di misure di circolarità tra quelle beneficiarie dei possibili aiuti di Stato. 

    Il CISAF rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2030, garantendo agli Stati membri e alle imprese una prevedibilità a lungo termine, e va a sostituire il Quadro temporaneo di crisi e transizione (TCTF), in vigore dal 2022. 

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/235/SAEC-EUR/CS del 26.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di Assoambiente

  • Sentenza TAR Piemonte su attività di spandimento di gessi e carbonati di defecazione

    Con la Sentenza n. 850 del 22 maggio 2025, il TAR Piemonte ha affermato che il Sindaco non può stabilire prescrizioni e limitazioni allo spandimento nei campi dei gessi di defecazione attraverso ordinanze contingibili e urgenti, né ha competenze normative in materia che sono riservate esclusivamente al Legislatore statale.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/236/SAEC-GIU/LE del 26.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di Assoambiente

  • CACER – pubblicato il decreto correttivo del DM 414 del 2023

    E’ stato pubblicato sul sito del MASE il 25 giugno scorso il DM n. 127 del 16 maggio 2025 che introduce modifiche alla disciplina per l’incentivazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e delle configurazioni di autoconsumo (DM n. 414 del 7 dicembre 2023). 

    Il provvedimento, applicabile anche alle richieste già presentate, estende l’ambito della misura finanziata dal PNRR ai comuni con popolazione inferiore ai 50 mila abitanti. Prevede inoltre una maggiore flessibilità nei tempi di entrata in esercizio dei progetti, la possibilità di richiedere un anticipo fino al 30% del contributo, e l’esclusione del fattore di riduzione in caso di cumulo con altri contributi, anche per le persone fisiche.

    Il provvedimento è entrato in vigore il 26 giugno 2025.

    Ora dovranno essere aggiornate le regole operative per rendere efficace il provvedimento. Il decreto stabilisce che entro i 5 giorni successivi all’entrata in vigore del decreto, con DM MASE su proposta GSE, dovranno essere aggiornate le regole operative previste dall’articolo 11 del DM 414/2023.

    A cura di Assoambiente

  • Sentenza Consiglio di Stato su attività pulizia manutentiva

    L’impresa che svolge attività di pulizia manutentiva dei depuratori deve iscriversi sia all’Albo dei gestori ambientali ai sensi dell’articolo 212, comma 5del D.lgs. n. 152/2006 che a quello dei trasportatori di cose per conto terzi ai sensi dell’articolo 1 della Legge n. 298/1974.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/237/SAEC-GIU/LE del 27.06.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di ASSOAMBIENTE

  • La rivoluzione circolare di AquaGreen

    La cleantech danese trasforma i rifiuti in risorse, generando valore ambientale ed economico con soluzioni come il biochar, prezioso alleato nella lotta contro il riscaldamento globale

    Le storie di successo nascono spesso dal nulla, anche da una conversazione sulle feci dei pesci durante una cena. Era il 2014, ancora pochissime aziende facevano economia circolare, e a Copenaghen un gruppo di amici si ritrovò una sera a interrogarsi su come risolvere il problema degli scarti fecali da acquacoltura, annosa minaccia per i delicati ecosistemi dei fiordi scandinavi.

    Il mattino seguente, l’ingegnere Claus Thulstrup trovò sul tavolo un tovagliolo pieno di appunti che descrivevano una brillante soluzione: tramite un processo integrato di essiccazione a vapore e pirolisi, è possibile riciclare i rifiuti fecali dei pesci trasformandoli in biochar.

    La nascita di AquaGreen

    Grazie a questa intuizione, l’anno successivo Thulstrup e Henning Schmidt-Petersen fondarono AquaGreen, una delle clean tech company più all’avanguardia in Europa. 

    << L’idea è nata da una genuina preoccupazione per i danni ambientali locali, ancor prima che il concetto di economia circolare acquisisse una popolarità diffusa >>, spiega a Ecomondo Christian Wieth, chief marketing officer di AquaGreen.

    L’innovativo essiccatore a vapore – sviluppato in collaborazione con la Danmarks Tekniske Universitet, l’università tecnica della Danimarca – trasforma biomassa di scarto in una risorsa preziosa chiamata biochar, carbone vegetale che può essere impiegato in agricoltura come ammendante, migliorando le rese agricole e la ritenzione idrica del suolo. Il biochar è anche capace di sequestrare la CO2 al suo interno per periodi prolungati, oltre i 1.000 anni.
    << Trattiene anche il fosforo proveniente dagli scarti agricoli >>, aggiunge Wyeth. << In questo modo riduciamo la dipendenza da fonti minerali non rinnovabili >>.

    Oltre alle interessanti opzioni di riciclo, il processo della clean tech danese ripulisce i biosolidi – sottoprodotti del trattamento delle acque reflue – da numerosi contaminanti. La decomposizione degli scarti ad alta temperatura (pirolisi) infatti consente l’eliminazione di residui di medicinali, microplastiche, IPA, PFAS e altri inquinanti organici e ambientali, oltre a patogeni e virus.

    E il bilancio energetico? Generalmente la pirolisi è un processo ad altissimo dispendio energetico. Tuttavia, AquaGreen è in grado di eseguire il processo utilizzando l’energia dei biosolidi e persino di recuperare il 70-80% dell’energia necessaria per l’essiccazione sotto forma di energia termica rinnovabile, che viene utilizzata localmente o venduta per il teleriscaldamento.

    I tanti mercati del biochar

    Originariamente sviluppata per processare gli scarti prodotti dagli allevamenti ittici, la tecnologia di AquaGreen si è dimostrata sufficientemente versatile per gestire anche i fanghi delle acque reflue urbane senza particolari modifiche.

    Inoltre, il biochar può aprire nuovi canali in diversi segmenti di mercato, tra cui la filtrazione delle acque reflue per l’assorbimento di PFAS e farmaci. Ma non è tutto: il biochar può anche diventare utile nell’edilizia sostenibile, nell’orticoltura e nell’urbanistica.

    << Insieme a Biochar Europe stiamo lavorando per ottenere l’approvazione del biochar da biosolidi come fertilizzante ai sensi del regolamento europeo >>, commenta Christian Wieth. << Il biochar ottenuto dai biosolidi è già approvato per l’uso agricolo nei Paesi nordici, nella Repubblica Ceca, negli Stati Uniti, in Australia e in altri Stati. Nei Paesi dove tale utilizzo non è ancora regolamentato per legge, come l’Italia, ci concentriamo su applicazioni alternative, come l’estrazione del fosforo, la produzione di materiali da costruzione e l’impiego nell’industria dell’acciaio verde >>.

    La sostenibilità economica di AquaGreen

    AquaGreen si rivolge sia a clienti pubblici sia privati, offrendo soluzioni che riducono i costi di gestione dei rifiuti e, al contempo, creando nuove fonti di ricavo. Tra queste rientrano i crediti per la rimozione dell’anidride carbonica, la vendita di biochar e il recupero di energia termica. Secondo Wieth queste opzioni presentano tipicamente un ritorno sull’investimento in un arco di 3-7 anni, trainato principalmente dal risparmio sui costi di smaltimento dei biosolidi.

    Specialmente quando il costo di smaltimento dei biosolidi supera i 70 €/tonnellata umida, il modello di circolare risulta particolarmente vantaggioso. Le altre fonti di ricavo di AquaGreen rappresentano generalmente meno del 25% del valore complessivo del business case, ma sono sufficienti a coprire i costi operativi, inclusi elettricità, gas esterno, licenze software, assistenza, parti di ricambio e manodopera.

    La clean tech danese ha fatto da apripista ad innovativi modelli circolari che coniugano diversi aspetti ambientali: dalla mitigazione climatica alla gestione rifiuti, dall’eliminazione di contaminanti pericolosi all’agricoltura bio.

    Secondo l’esperienza di AquaGreen sono tre gli ingredienti vincenti per replicare un modello circolare sostenibile: innovazione tecnologica, partnership pubblico-private e una dimostrata sostenibilità economica nel business model.
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    A cura di Simone Fant – Il blog è un progetto editoriale sviluppato da Ecomondo con Materia Rinnovabile

  • Affidamento del servizio raccolta e trasporto dei rifiuti urbani

    È stato pubblicato  il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 aprile 2025 (G.U. n. 92 del 19 aprile 2025), che aggiorna i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento del servizio raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e spazzamento stradale. 

    Il provvedimento è entrato in vigore il 18 giugno 2025 e sostituisce il precedente decreto del 23 giugno 2022.

    Il decreto fa riferimento a una vasta normativa, tra cui la direttiva 2009/33/CE e successive modifiche, il d.lgs. 152/2006 (in particolare l’art. 182-ter), e una serie di decreti ministeriali già emanati in materia di CAM, compostaggio, centri di raccolta e misurazione puntuale dei rifiuti.

    Il decreto prevede un aggiornamento su alcune definizioni funzionali alla gestione efficiente dei rifiuti urbani:

    a) centro di raccolta autorizzato in via ordinaria antecedentemente al decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del giorno 8 aprile 2008: area attrezzata di stoccaggio rifiuti destinata a ricevere i rifiuti conferiti dall’utenza, autorizzata ai sensi dell’articolo 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e nella quale possono essere conferite tutte le tipologie di rifiuti. L’area è attrezzata in maniera tale da mantenere distinti i diversi flussi di rifiuti in funzione del successivo recupero o smaltimento;

    b) centro di raccolta mobile: strutture mobili (es. ecocar, ecofurgone, stazione ecologica itinerante) attrezzate per la raccolta differenziata delle principali frazioni merceologiche dei rifiuti urbani, ivi compresi sfalci e potature, atte a integrare/aumentare la disponibilità di ricezione dei rifiuti, in relazione al sistema di raccolta;

    c) aree destinate al deposito preliminare alla raccolta dei rifiuti idonei alla preparazione per il riutilizzo: aree destinate a ricevere dalle utenze domestiche i beni che sono divenuti rifiuti e che possono essere avviati alle operazioni di preparazione per il riutilizzo, ovvero sia piccole operazioni di riparazione finalizzate al reimpiego degli stessi per la loro funzione originaria, senza ulteriore pretrattamento. Tali aree, che non necessitano di autorizzazione, possono essere collocate all’interno dei centri di raccolta;

    d) centro di preparazione per il riutilizzo: struttura autorizzata allo svolgimento di operazioni di preparazione per il riutilizzo di rifiuti ai sensi dell’articolo 214-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ovvero in via ordinaria;

    e) centro per lo scambio e il riuso: area destinate a ricevere beni usati e funzionanti direttamente idonei al riutilizzo conferiti dalle utenze, non necessita di autorizzazione in quanto vengono esclusivamente gestiti dei beni e non dei rifiuti. Tali aree possono essere collocate all’interno dei centri di raccolta.

    Per maggiori informazioni, consultare il sito della Gazzetta Ufficiale.

    A cura della comunicazioni n° 28 dell’Ambiente di Giugno della Sezione regionale Toscana dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali