Il 20 maggio 2025 è stato pubblicato, sul sito del MASE, il Decreto direttoriale n. 15 del 20 maggio 2025 recante approvazione delle Regole operative per la partecipazione alle procedute competitive relative al DM 30 dicembre 2024 (FER X Transitorio, meccanismo transitorio di supporto per impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato con validità massima al 31 dicembre 2025).
Il documento fornisce le informazioni necessarie per un corretto adempimento di quanto previsto dal DM FER X Transitorio e dal quadro normativo e regolatorio vigente in materia, disciplinando, in particolare, tutte le attività e i processi preliminari all’avvio delle procedure competitive nonché lo svolgimento delle stesse.
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UNIRAU organizzerà attività formative e divulgative per il personale dell’Agenzia addetto ai controlli in dogana sulle attività svolte dagli operatori del settore al fine di rendere più efficaci le operazioni di verifica e controllo.
Roma, 19 maggio 2025 – Migliorare le conoscenze del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulle attività di gestione e trattamento dei rifiuti tessili urbani, con l’obiettivo di rendere più efficace l’attività di verifica, controllo e contrasto dei traffici illeciti di questi rifiuti. Con questo obiettivo è stato siglato il Protocollo di Intesa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e UNIRAU, l’Associazione delle aziende e delle cooperative che svolgono le attività di raccolta, selezione e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani che aderisce ad Assoambiente.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre al ruolo di tutela degli interessi erariali, è infatti ogni giorno impegnata nelle attività di presidio e controllo sulle merci e sui viaggiatori per garantire la regolarità dei traffici commerciali e della protezione della salute dei cittadini. Con questo accordo UNIRAU si impegna a organizzare attività formative e divulgative rivolte al personale dell’Agenzia addetto ai controlli in dogana finalizzate all’approfondimento delle attività svolte dalle società che operano nel settore della raccolta e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani, con l’obiettivo di consentire l’acquisizione di conoscenze e dati informativi utili per migliorare e rendere più efficace l’azione amministrativa di contrasto agli eventuali traffici illeciti di questa tipologia di rifiuti.
“La crescente invasività e trasversalità delle frodi e dei traffici illeciti in ambito doganale – evidenzia Claudio Oliviero, direttore della Direzione Dogane dell’ADM – impone all’Agenzia di dotarsi di strumenti di contrasto del fenomeno sempre più sofisticati e invasivi; l’obiettivo è sempre quello di prevenire e arginare al massimo livello questi fenomeni criminosi, nell’interesse dello Stato e dei cittadini;
in quest’ottica, l’accordo stipulato con UNIRAU costituisce una preziosa opportunità per l’amministrazione di acquisire maggiori conoscenze tecniche nel settore dei rifiuti tessili urbani, che potranno essere proficuamente utilizzate dai nostri funzionari impegnati nell’attività di controllo in dogana”.
“La strategia europea per un tessile sostenibile e circolare, approvata nel 2022, l’obbligo per i Comuni di garantire la raccolta differenziata dei rifiuti tessili urbani e la prossima entrata in vigore di regimi di EPR (responsabilità estesa dei produttori) stanno radicalmente cambiando questa filiera”, afferma Andrea Fluttero presidente UNIRAU, “la nostra associazione intende dare il massimo supporto informativo ai legislatori ed alle Autorità di controllo per valorizzare il lavoro dei tanti operatori della raccolta e della selezione che operano nel rispetto delle norme e contrastare chi infrangendo le leggi crea danni ambientali e concorrenza sleale”.
Rifiuti tessili, un protocollo per migliorare la lotta al traffico illecito
di Redazione Ricicla.tv 19/05/2025
UNIRAU organizzerà attività formative e divulgative per il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli addetto ai controlli in dogana sulle attività svolte dagli operatori del fine vita tessile al fine di rendere più efficaci le operazioni di verifica e controllo, Rendere più puntuali ed efficaci le attività di controllo dei flussi transnazionali di abiti usati e rifiuti tessili, anche per agevolare l’intercettazione di eventuali traffici illeciti.
Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra UNIRAU, associazione dei recuperatori di rifiuti tessili urbani, e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un’intesa che punta a rafforzare le operazioni di verifica delle movimentazioni in ingresso e in uscita dall’Italia, in un mercato dalla portata sempre più globale, migliorando la conoscenza tecnica degli agenti doganali con attività formative e divulgative rivolte al personale addetto ai controlli.
“La crescente invasività e trasversalità delle frodi e dei traffici illeciti in ambito doganale – evidenzia Claudio Oliviero, direttore della direzione dogane dell’ADM – impone all’Agenzia di dotarsi di strumenti di contrasto del fenomeno sempre più sofisticati e invasivi; l’obiettivo è sempre quello di prevenire e arginare al massimo livello questi fenomeni criminosi, nell’interesse dello Stato e dei cittadini; in quest’ottica, l’accordo stipulato con UNIRAU costituisce una preziosa opportunità per l’amministrazione di acquisire maggiori conoscenze tecniche nel settore dei rifiuti tessili urbani, che potranno essere proficuamente utilizzate dai nostri funzionari impegnati nell’attività di controllo in dogana”. L’intesa metterà a disposizione dei controllori elementi di conoscenza e dati informativi indispensabili per una corretta lettura delle dinamiche legate alle movimentazioni transfrontaliere di rifiuti tessili e abiti usati, che secondo un briefing dell’European Environment Agency negli ultimi 20 anni sono più che triplicate.
Un mercato sempre più globale, che vede nella filiera italiana del recupero dei tessili post consumo uno dei principali attori a livello internazionale, alle prese da un lato con interventi normativi che stanno ridefinendo le regole di settore e dall’altro con una delicata congiuntura economica.
“La strategia europea per un tessile sostenibile e circolare, approvata nel 2022, l’obbligo per i Comuni di garantire la raccolta differenziata dei rifiuti tessili urbani e la prossima entrata in vigore di regimi di responsabilità estesa dei produttori stanno radicalmente cambiando questa filiera – afferma Andrea Fluttero presidente UNIRAU – la nostra associazione intende dare il massimo supporto informativo ai legislatori e alle autorità di controllo per valorizzare il lavoro dei tanti operatori della raccolta e della selezione che operano nel rispetto delle norme e contrastare chi infrangendo le leggi crea danni ambientali e concorrenza sleale”.
Rifiuti tessili urbani: firmato protocollo tra Agenzia Dogane e UNIRAU per il contrasto dei traffici illeciti
Migliorare le conoscenze del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulle attività di gestione e trattamento dei rifiuti tessili urbani, con l’obiettivo di rendere più efficace l’attività di verifica, controllo e contrasto dei traffici illeciti di questi rifiuti.
Con questo obiettivo è stato siglato il Protocollo di Intesa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e UNIRAU, l’Associazione delle aziende e delle cooperative che svolgono le attività di raccolta, selezione e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani che aderisce ad Assoambiente.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre al ruolo di tutela degli interessi erariali, è infatti ogni giorno impegnata nelle attività di presidio e controllo sulle merci e sui viaggiatori per garantire la regolarità dei traffici commerciali e della protezione della salute dei cittadini.
Con questo accordo UNIRAU si impegna a organizzare attività formative e divulgative rivolte al personale dell’Agenzia addetto ai controlli in dogana finalizzate all’approfondimento delle attività svolte dalle società che operano nel settore della raccolta e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani, con l’obiettivo di consentire l’acquisizione di conoscenze e dati informativi utili per migliorare e rendere più efficace l’azione amministrativa di contrasto agli eventuali traffici illeciti di questa tipologia di rifiuti.
“La crescente invasività e trasversalità delle frodi e dei traffici illeciti in ambito doganale – evidenzia Claudio Oliviero, direttore della Direzione Dogane dell’ADM – impone all’Agenzia di dotarsi di strumenti di contrasto del fenomeno sempre più sofisticati e invasivi; l’obiettivo è sempre quello di prevenire e arginare al massimo livello questi fenomeni criminosi, nell’interesse dello Stato e dei cittadini; in quest’ottica, l’accordo stipulato con UNIRAU costituisce una preziosa opportunità per l’amministrazione di acquisire maggiori conoscenze tecniche nel settore dei rifiuti tessili urbani, che potranno essere proficuamente utilizzate dai nostri funzionari impegnati nell’attività di controllo in dogana”.
“La strategia europea per un tessile sostenibile e circolare, approvata nel 2022, l’obbligo per i Comuni di garantire la raccolta differenziata dei rifiuti tessili urbani e la prossima entrata in vigore di regimi di EPR (responsabilità estesa dei produttori) stanno radicalmente cambiando questa filiera”, afferma Andrea Fluttero presidente UNIRAU, “la nostra associazione intende dare il massimo supporto informativo ai legislatori ed alle Autorità di controllo per valorizzare il lavoro dei tanti operatori della raccolta e della selezione che operano nel rispetto delle norme e contrastare chi infrangendo le leggi crea danni ambientali e concorrenza sleale”.
Rifiuti tessili urbani: intesa tra Agenzia delle Dogane e UNIRAU per contrastare traffici illeciti
Migliorare le conoscenze del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulle attività di gestione e trattamento dei rifiuti tessili urbani, con l’obiettivo di renderne più efficace l’attività di verifica, controllo e contrasto dei traffici illeciti. Con questo obiettivo è stato siglato il Protocollo di Intesa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e UNIRAU, l’Associazione delle aziende e delle cooperative che svolgono le attività di raccolta, selezione e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani che aderisce ad Assoambiente
Tessuti fantasma: l’Italia alza la guardia contro il traffico illecito di rifiuti, grazie all’accordo tra Agenzia delle Dogane e UNIRAU
A cura di Riccardo Liguori. Pubblicato il 19/05/2025
L’iniziativa mira a rafforzare le competenze degli addetti ai controlli doganali, fornendo loro gli strumenti conoscitivi necessari per intercettare e contrastare efficacemente le attività illecite in un settore in rapida evoluzione verso la sostenibilità e la circolarità
Rifiuti tessili urbani: firmato protocollo di intesa tra Agenzia delle Dogane e UNIRAU per il contrasto dei traffici illeciti
UNIRAU organizzerà attività formative e divulgative per il personale dell’Agenzia addetto ai controlli in dogana sulle attività svolte dagli operatori del settore al fine di rendere più efficaci le operazioni di verifica e controllo.
Rifiuti tessili urbani, protocollo di intesa tra l’Agenzia delle dogane e Unirau
L’associazione organizzerà attività formative per il personale dell’Adm addetto ai controlli in dogana sulle attività svolte dagli operatori del settore
FEAD ha avviato un progetto denominato “Sleep circular” – un partenariato circolare della catena del valore per la raccolta e il riciclo dei materassi a fine vita che attraverso una piattaforma di stakeholder avviata a livello europeo mira ad aprire la strada a un piano d’azione comune per affrontare i bassi tassi di riciclo di tali rifiuti in Europa e realizzare un ciclo di vita del materasso veramente circolare. In base ai dati forniti da FEAD, attualmente in Europa viene riciclato meno del 20% dei materassi a fine vita.
Questo fa sì che uno dei flussi di rifiuti più pesanti e voluminosi finisca nelle discariche e negli inceneritori. Tuttavia, i materassi dismessi possono essere riciclati e reintrodotti nella nostra economia come nuovi prodotti, risparmiando così risorse preziose e riducendo i rifiuti.
Il Consiglio di Stato ha confermato, nella sentenza 10 febbraio 2025, n. 1064 che i fanghi che derivano dalla depurazione delle acque reflue sono soggetti al regime dei rifiuti solo dopo la fine del processo di trattamento effettuato nell’impianto di decontaminazione, come prevede il D.Lgs. n. 152/2006.
Si parla poco di Radon, eppure può avere un impatto molto importante sulla nostra salute.
La delibera di Giunta Regionale del Veneto numero 464 del 2025 individua alcune aree dove la presenza di radon è maggiore e indica anche le azioni utili a ridurre le conseguenze sanitarie dovute all’esposizione della popolazione al Radon.
Il Radon si ricorda è un gas radioattivo di origine naturale, scrive proprio la Delibera di Giunta, dannoso per la salute in quanto fattore di rischio cancerogeno per il polmone.
La Delibera di Giunta Regionale approva il documento radon in due allegati.
L’allegato A, redatto dall’ Arpav, spiega che cos’è il radon, le criticità, i rischi per la salute, il metodo e i risultati conseguiti; mentre l’allegato B indica i comuni in area prioritaria della regione del Veneto, individuati, con forte presenza di radon.
In estrema sintesi le azioni da attuare, secondo il documento, includono:
Individuazione delle aree prioritarie: Identificare i Comuni in Veneto dove la concentrazione media annua di radon supera il livello di riferimento di 300 Bq/m³ in almeno il 15% degli edifici, come previsto dall’art. 11, comma 3 del D.Lgs. 101/2020.
Istituzione di un Gruppo di coordinamento: Creare un gruppo composto da rappresentanti della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria, Direzione Ambiente e Transizione Ecologica, ARPAV, Dipartimenti di Prevenzione ULSS e ANCI. Questo gruppo avrà il compito di definire, organizzare e sovrintendere le attività previste dal Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR).
Campagna di comunicazione regionale: Avviare una campagna informativa rivolta ai cittadini e ai datori di lavoro per sensibilizzare sul rischio radon e sulle misure di prevenzione e protezione.
Misure di prevenzione e mitigazione: Adottare interventi per ridurre la concentrazione di radon negli edifici esistenti e prevenire l’ingresso del gas nei nuovi edifici, anche attraverso prescrizioni specifiche nelle norme edilizie.
Monitoraggio e aggiornamento: Effettuare misurazioni nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni situate nelle aree prioritarie e aggiornare periodicamente il piano d’azione.
Informazione e formazione: Rendere disponibili informazioni locali e nazionali sull’esposizione al radon, sui rischi per la salute e sui mezzi tecnici per ridurre le concentrazioni di radon.
La Legge 9 maggio 2025, n. 69 ha convertito il Dl 25/2025 recante disposizioni urgenti in materia di reclutamento e funzionalità delle pubbliche amministrazioni. Tra le norme introdotte si segnala lo spostamento dal 30 aprile al 30 giugno 2025 del termine concesso ai Comuni per l’approvazione delle disposizioni sulla tassazione dei rifiuti (Tari o tariffa corrispettiva).
L’altra novità prevista dal provvedimento normativo è l’istituzione di un “Nucleo End of waste” presso il MASE che avrà il compito di fornire al Ministero supporto qualificato.
Lo scorso 13 maggio è stato pubblicato sul sito del MASE il Decreto Direttoriale n. 155 del 13 maggio 2025 che approva l’aggiornamento delle Regole applicative, elaborate dal GSE ai sensi del DM n. 340 del 15 settembre 2022, relative alla misura “Sviluppo del biometano, secondo criteri per promuovere l’economia circolare” (M2C2 Investimento 1.4 del PNRR) recependo le disposizioni contenute nel DL n. 63 del 2024 (DL Agricoltura).
La versione aggiornata delle Regole Applicative recepisce in particolare quanto previsto dall’articolo 5-bis del DL n. 63 del 2024 (DL Agricoltura) e dal DM 8 agosto 2024.
Il MASE ha reso pubblico il sito web relativo al Registro nazionale dei produttori (RENAP).
Tutte le imprese tenute a rispettare gli obblighi della “Responsabilità Estesa del Produttore” (EPR) dovranno procedere all’iscrizione al presente Registro.
L’istituzione del registro è prevista dal comma 8 dell’articolo 178-ter del D.lgs. n. 152/2006 e si configura come una banca dati di tutti quei soggetti che, ai sensi delle normative di settore, sono responsabili finanziariamente della gestione dei prodotti che immettono sul mercato, dal momento della loro progettazione e design fino al termine del loro ciclo di vita quando diventano rifiuti. Il RENAP comprende, in un unico ambiente informatico, i registri della filiera RAEE, della filiera pile e accumulatori e, a partire dal 14 maggio, dei produttori di Pneumatici.
Centro Termale – lenzuola – Tribunale Potenza n. 45/2024
La sentenza del Tribunale di Potenza è occasione per evidenziare la problematica della classificazione dei rifiuti assimilati agli urbani foriera, sempre, di contestazione e che obbliga, non solo in sede giudiziaria, alla verifica.
Il Tribunale di Potenza si occupa di una opposizione a decreto ingiuntivo per il pagamento di servizi di smaltimento rifiuti con contestazione sulla validità del contratto e sulla classificazione dei rifiuti. Siamo nell’ambito dei rifiuti sanitari di cui all’art. 227 Dlgs. 152/2006 e DPR 254/2003 ma la questione è esempio di molti altri casi.
L’oggetto di contesa è il servizio di smaltimento di lenzuolini utilizzati per i massaggi in un centro termale. Una parte sostiene che questi sono “rifiuti assimilati agli urbani” e dunque rientranti nel contratto stipulato con la società che deve gestire il servizio di smaltimento (e dunque già pagati); l’altra parte sostiene che sono “rifiuti pericolosi” rifiuti speciali sanitari e dunque non previsti dal contratto e che richiedono particolari modalità di smaltimento e costi aggiuntivi.
Il d.p.r. 254/2003 alla lettera g) punto 5 indica come i rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani gli indumenti lenzuolo monouso e quelli di cui detentore intende disfarsi. Esiste già un indicatore preciso da parte del legislatore….continua lettura articolo rifiuti assimilabili urbani lenzuoli termali
Il MASE ha risposto ad istanza di interpello n. 79776 del 29 aprile 2025 avanzata dalla Regione Lazio finalizzata ad ottenere alcuni chiarimenti circa la corretta gestione dei rifiuti decadenti da impianti di trattamento precisando che spetta all’Autorità competente provvedere ad individuare nell’atto autorizzativo le modalità di deposito di detti rifiuti, i limiti temporali e quantitativi nonchè le necessarie prescrizioni volte ad assicurare lo svolgimento delle attività in sicurezza.
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