Categoria: Ambiente

  • Sentenza Consiglio di Stato su priorità al recupero nella gestione dei rifiuti

    La gerarchia dei rifiuti di cui all’art. 179 del D.Lgs. n. 152/06 , deve essere rispettata anche in sede di emanazione delle ordinanze comunali. 

    Con tale pronuncia il Consiglio di Stato nella sentenza 20 giugno 2024, n. 5511 ha annullato l’ordinanza con la quale il Sindaco di un comune della Provincia di Trento aveva disposto “tout court” il conferimento in discarica dei rifiuti abbandonati su un’area privata senza avere preso prima in considerazione la possibilità di destinarli a recupero. 

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/299/SAEC-GIU/LE del 04.08.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • ARERA Delibera 374/2025 – Qualità tecnica settore rifiuti urbani e TQRIF

    Con Delibera 374/2025/R/rif del 29 luglio 2025 ARERA ha approvato la regolazione della qualità tecnica nel settore dei rifiuti urbani (RQTR), integrando, le disposizioni di cui alla deliberazione 387/2023/R/RIF e ha aggiornato la deliberazione dell’Autorità 15/2022/R/rif.

    Le nuove disposizioni entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2026 e riguardano tutti i soggetti operanti nella filiera.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/301/SA-ARE/TO del 04.08.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Informativa agli utenti del Registro pile ed accumulatori

    Si informano gli utenti che su indicazione della Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, il Registro nazionale dei soggetti tenuti al finanziamento dei sistemi di gestione dei rifiuti di pile e accumulatori, di cui all’art. 14 del D.lgs. n. 188/2008, resta attivo fino a indicazioni di diverso segno e nelle more della definizione compiuta della trasposizione della normativa europea (Regolamento (UE) 2023/1542).

    Per maggiori informazioni, consultare il sito web di Registro Nazionale dei Produttori (RENAP).

    A cura di www.ecocamere.it

  • ARERA Delibera 355/2025 – Testo Unico bonus sociale rifiuti (TUBR)

    Con Delibera 355/2025/R/rif ARERA ha approvato il Testo Unico per la regolazione delle modalità applicative per consentire l’erogazione automatica del bonus sociale rifiuti, che si aggiunge a quelli già esistenti relativi a energia elettrica, gas e acqua, a ulteriore sostegno della spesa per i servizi essenziali delle fasce più bisognose della popolazione.

    Il bonus, che è pari al 25% della Tari/tariffa corrispettiva dovuta dal cittadino, verrà riconosciuto automaticamente (senza che l’utente ne debba fare esplicita richiesta) a tutti i nuclei familiari che hanno presentato all’INPS una DSU (dichiarazione sostitutiva unica) e ottenuto un livello di attestazione ISEE sotto la soglia prefissata di 9.530 euro (estesa a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico). 

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/302/SA-ARE/TO del 04.08.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Piano d’azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria

    Con DPCM 20 giugno 2025 il Consiglio dei Ministri nella riunione del 20 giugno 2025 ha approvato il «Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria» che individua per ogni misura le amministrazioni centrali, regionali e locali cui è demandata l’attuazione della misura.

    Il Piano è articolato in cinque ambiti di intervento – uno trasversale, tre tematici (agricoltura, mobilità e riscaldamento civile) ed uno complementare – e per ciascun ambito di intervento sono individuate specifiche azioni operative inquadrate in una strategia unica e complessiva.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/303/SAEC-NOT/PE del 04.08.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Recupero dei rifiuti organici – Consiglio di Stato 2680/2025 su applicazione del principio di prossimità

    Il Consiglio di Stato con la sentenza 2680/2025 si è pronunciato sul tema della legittimità di clausola territoriali del bando che limitano la partecipazione ad operatori economici qualora si tratti di recupero della FORSU.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/152/SA-GIU/TO del 16.04.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Nuovo Circular Economy Act – Avviata consultazione

    La Commissione europea ha appena avviato la consultazione pubblica sul nuovo Circular Economy Act (CEA). 

    Questo è un passo significativo nel processo di valutazione d’impatto, che consentirà alla Commissione di raccogliere i contributi di un’ampia gamma di parti interessate e del pubblico in generale, comprendendo così meglio le criticità e le problematiche che ostacolano la diffusione dell’economia circolare. 

    Con questo strumento la Commissione punta ad accelerare la transizione verso un’economia più circolare, aumentando la sicurezza economica, la resilienza, la competitività e la decarbonizzazione dell’UE. Oltre a dare slancio ad una nuova legislazione ambientale. L’adozione del nuovo CEA è prevista per il 2026 e mira a creare un mercato unico delle materie prime secondarie, ad aumentare l’offerta di materiali riciclati di alta qualità e a stimolare la domanda di questi materiali in Europa. 

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/297/SAEC-EUR/CS del 01.08.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Dal 2002 le aree colpite dalla siccità sono aumentate ogni anno

    Di circa 832mila chilometri quadrati, lo dicono i dati dei satelliti

    A partire dal 2002 le aree colpite dalla siccità sono aumentate di anno in anno, per un totale di circa 832mila chilometri quadrati, poco meno di Italia e Francia messe insieme.

    A dirlo sono i dati raccolti dai satelliti gemelli Grace, operativi dal 2002 al 2017, e dai loro successori Grace-Fo, lanciati nel 2018, di Nasa e Agenzia spaziale tedesca, che confermano ulteriormente la tendenza osservata recentemente.  I nuovi dati, analizzati dal gruppo di ricerca guidato dall’Università Statale dell’Arizona e pubblicati sulla rivista Science Advances, sottolineano che il principale colpevole, assieme al cambiamento climatico, è la cattiva gestione delle falde acquifere.

    Le missioni Grace eseguono misurazioni dettagliate delle anomalie che si verificano nel campo gravitazionale terrestre, che dipendono fortemente dai cambiamenti che si verificano nelle masse d’acqua. Grazie ai dati satellitari, dunque, i ricercatori coordinati da James Famiglietti hanno ricostruito l’andamento delle riserve di acqua dolce presente in laghi, fiumi e falde sotterranee negli ultimi 20 anni.

    I risultati mostrano che, in questo lasso di tempo, sono emerse vaste regioni caratterizzate da forte siccità soprattutto nell’emisfero settentrionale: le aree più colpite si estendono in particolare lungo la costa occidentale del Nord America, in America Centrale, nel Medio Oriente e nel Sud-Est asiatico. Anche l’Europa mostra un notevole calo nella quantità di acqua dolce, coerentemente con le recenti ondate di forte siccità che hanno investito l’intero continente: quella dell’estate 2022, ad esempio, è stata la peggiore degli ultimi 500 anni.

    La tendenza ha anche subito un’accelerazione a partire dal 2014 a causa di El Niño, il fenomeno climatico periodico associato a temperature più elevate nell’Oceano Pacifico centrale e orientale: quello del periodo 2014-2016 è stato il più forte mai registrato e ha portato siccità devastanti in diverse parti del mondo. Inoltre, gli autori dello studio affermano che la perdita d’acqua dai continenti contribuisce all’innalzamento del livello dei mari in misura maggiore rispetto allo scioglimento delle calotte glaciali: 44% contro il 37% della Groenlandia e il 19% dell’Antartide.

    I ricercatori sottolineano, dunque, l’urgente necessità di migliori pratiche di gestione delle risorse idriche: “Mentre gli sforzi per rallentare il cambiamento climatico possono essere scarsi – commentano gli autori – non c’è motivo per cui debbano esserlo anche quelli per rallentare l’avanzata della siccità. Il prelievo eccessivo dalle falde acquifere è infatti il principale fattore che contribuisce al declino delle riserve idriche terrestri. La scomparsa di queste risorse – aggiungono i ricercatori – rappresenta una minaccia critica per l’umanità che avrebbe costi enormi ed eccezionalmente sottovalutati per le generazioni future”.

    A cura di Benedetta Bianco di ANSA

  • Nuovo Circular Economy Act – Avviata consultazione

    La Commissione europea ha appena avviato la consultazione pubblica sul nuovo Circular Economy Act (CEA). 

    Questo è un passo significativo nel processo di valutazione d’impatto, che consentirà alla Commissione di raccogliere i contributi di un’ampia gamma di parti interessate e del pubblico in generale, comprendendo così meglio le criticità e le problematiche che ostacolano la diffusione dell’economia circolare. 

    Con questo strumento la Commissione punta ad accelerare la transizione verso un’economia più circolare, aumentando la sicurezza economica, la resilienza, la competitività e la decarbonizzazione dell’UE. Oltre a dare slancio ad una nuova legislazione ambientale.

    L’adozione del nuovo CEA è prevista per il 2026 e mira a creare un mercato unico delle materie prime secondarie, ad aumentare l’offerta di materiali riciclati di alta qualità e a stimolare la domanda di questi materiali in Europa. 

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/297/SAEC-EUR/CS del 01.08.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • Dal 9 agosto è in vigore il DL 116/2025: inasprite sanzioni per tutelare l’ambiente

    Pene più severe per chi inquina e primi 15 milioni di euro per le bonifiche al Commissario Vadalà.

    Sono i due aspetti centrali del decreto legge nr. 116 approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, che introduce misure straordinarie per “contrastare i reati ambientali e restituire legalità ai territori colpiti da roghi e traffici illeciti di rifiuti, tutelando la salute pubblica e l’ambiente”. Il Dl è stato proposto dal Presidente Giorgia Meloni, dai Ministro della giustizia Carlo Nordio, dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin e dell’interno Matteo Piantedosi.

    Il provvedimento, si legge in una nota del Governo, mira a contrastare i reati ambientali e a tutelare maggiormente la salute pubblica e l’ambiente. Si introduce la possibilità di arresto in flagranza differita anche per i reati ambientali più gravi, come disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti. Vengono rafforzate le pene per l’abbandono e la gestione non autorizzata di rifiuti, con misure accessorie come la sospensione della patente, il fermo del veicolo e l’esclusione dall’Albo dei gestori ambientali per le imprese non in regola.

    Per contrastare l’abbandono di rifiuti da veicoli sarà possibile utilizzare anche immagini di videosorveglianza. Inoltre, si prevede l’amministrazione giudiziaria delle aziende coinvolte in attività inquinanti, soprattutto se legate alla criminalità organizzata. Sono stanziati 15 milioni di euro per il 2025 per la rimozione dei rifiuti e l’avvio delle attività di bonifica, che saranno successivamente integrati con ulteriori risorse per bonifiche e messa in sicurezza in capo alla struttura del commissario unico alle bonifiche.

    Gilberto Pichetto Fratin e Vannia Gava, Ministro e Vice ministra all’Ambiente, affermano che “con questo provvedimento lo Stato alza il livello di guardia su un territorio martoriato. Per accelerare il risanamento serviva un inasprimento delle pene. Questo decreto afferma con forza che chi inquina paga, senza sconti. È un segnale chiaro dello Stato a tutela dei cittadini e dei territori”.

    Ecco alcuni punti chiave del D.L. 8 agosto 2025, n. 116:

    • Ampliamento dei reati ambientali:
      Il decreto modifica la disciplina dei rifiuti, intervenendo su fattispecie penalmente rilevanti e introducendo nuove sanzioni. 
    • Responsabilità degli enti:
      Vengono introdotte novità riguardo la responsabilità degli enti (responsabilità 231) per i reati ambientali. 
    • Finanziamento delle bonifiche:
      Prevede l’assegnazione di fondi al Commissario Unico per finanziare le attività di rimozione dei rifiuti e avviare le bonifiche, con stanziamenti specifici per il 2025. 
    • Miglioramento dei modelli organizzativi:
      Impone alle imprese un aggiornamento dei modelli organizzativi al fine di rafforzare le mappature, i controlli e la formazione per prevenire il rischio di illeciti. 

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE