Intervista a Bersani
L’articolo al link di seguito:
https://assoambiente.org/rassegna_stampa_file/Quotidiano_Energia_23luglio.pdf
A cura di Assoambiente e Quotidiano Energia
Intervista a Bersani
L’articolo al link di seguito:
https://assoambiente.org/rassegna_stampa_file/Quotidiano_Energia_23luglio.pdf
A cura di Assoambiente e Quotidiano Energia
Pubblicate sul sito dell’Albo Gestori Ambientali due Delibere riguardanti l’istituzione della nuova categoria 2-quater, finalizzate a regolamentare, rispettivamente, l’iscrizione all’Albo dei liberi professionisti (Deliberazione n. 4/2026) ed i modelli di provvedimento d’iscrizione e diniego da parte delle Sezioni Regionali (Deliberazione n. 5/2026) ed una Circolare con le prime indicazioni operative fornite dal Comitato Nazionale dell’Albo Gestori per l’attuazione della Decisione delegata (UE) 2025/934 relativa all’Elenco europeo dei rifiuti che introduce nuove disposizioni per la classificazione dei rifiuti derivanti da batterie.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/345/SAEC-ALB/LE del 24.07.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.»
A cura di Albo nazionale gestori ambientali e Assoambiente
Intervista a Elisabetta Perrotta
L’articolo al link di seguito:
https://assoambiente.org/rassegna_stampa_file/BresciaOggi_intervistaPerrotta_23luglio.PDF
A cura di Assoambiente e Brescia Oggi
Intervista a Chicco Testa
L’articolo al link di seguito:
https://assoambiente.org/rassegna_stampa_file/IlFoglio_articoloTesta_23luglio.PDF
A cura di Assoambiente e Il Foglio
La Commissione Europea ha pubblicato una bozza di documento programmatico e ha avviato una consultazione pubblica riguardo le attività che prevedono l’applicazione del principio “Non arrecare danno significativo” (DNSH).
Nel documento pubblicato, la Commissione propone un elenco di attività considerate come recanti un danno significativo a uno o più obiettivi ambientali. In questo elenco la Commissione ha incluso le discariche, gli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) per i rifiuti urbani e gli impianti di incenerimento dei rifiuti, con alcune esclusioni.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/342/SAEC-EUR/FA del 23.07.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
A cura di Assoambiente e Commissione europea
Intervista a Chicco Testa
L’articolo al link di seguito:
https://assoambiente.org/rassegna_stampa_file/ilGiornale_intervistaTesta_23luglio.PDF
A cura di Assoambiente e il Giornale
ISPRA e SNPA hanno pubblicato l’edizione 2026 del Rapporto Rifiuti Speciali che contiene i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti speciali in Italia nel 2024. Il Rapporto evidenzia che la produzione complessiva di rifiuti speciali derivanti da attività industriali, commerciali, artigianali, di servizio, di trattamento rifiuti e risanamento, ha subito una netta accelerazione, superando i 172 Mt e registrando un incremento del +4,6% rispetto al 2023 (circa 7,6 MT in più), a riprova del forte scollamento rispetto alla crescita più contenuta dell’economia nazionale (+0,8% del PIL e +1,3% dei consumi).
Per quanto riguarda la produzione il settore delle costruzioni e demolizioni si conferma il principale contributore di rifiuti speciali, generando da solo 90,4 Mt (il 52,5% del totale nazionale). Seguono trattamento rifiuti e risanamento (23,1%), attività manifatturiere (15,9%) e altre attività economiche (8,5%). La quasi totalità dei rifiuti speciali prodotti è di natura non pericolosa (93,7%), in crescita del 4,5% rispetto al 2023. I rifiuti pericolosi si attestano a 10,8 Mt, registrando però un aumento più marcato in termini percentuali (+6,0%, pari a 612 mila tonnellate in più).

Fonte: Ispra
Per quanto riguarda la distribuzione geografica il Nord Italia rappresenta il 56% di produzione totale, con la sola Lombardia che ne produce 36,4 Mt (il 21,2% del dato italiano), seguita da Veneto (18 Mt), Emilia-Romagna (15 Mt) e Piemonte (13,9 Mt). Il Centro Italia si attesta a 31,3 Mt (18,2% del totale), con i valori maggiori che si registrano in Toscana (11,5 Mt) e Lazio (11,2 Mt). Nel Sud Italia la produzione si attesta a 44,3 Mt (25,8% del totale). La Campania è la regione con la produzione più alta (11,7 Mt), seguita da Sicilia (10,1 Mt) e Puglia (9,3 Mt).
Rispetto alla gestione dei rifiuti speciali il Rapporto evidenzia che nel 2024 ne sono stati gestiti 187,2 Mt, di cui il 94,8% costituito da rifiuti non pericolosi. (177,5 Mt). Il recupero di materia è la forma di gestione a cui si ricorre maggiormente con il 74,3% del totale, pari a 139,1 Mt (+ 6,3% rispetto al 2023). Il ricorso alla discarica è in progressivo calo (-2% sul 2023 e -23,9% rispetto al 2021) e si attesta al 13,9%.

NOTA – nell’incenerimento sono comprese le quantità di rifiuti speciali trattati in impianti di incienerimento con recupero energetico dedicati, prevalentemente, al trattamento dei rifiuti urbani e classificati R1 ai sensi dell’allegato II della Diretrtiva 2008/98/CE
Fonte: Ispra
Il Rapporto evidenzia che l’Italia nel 2024 ha esportato 5,1 Mt, soprattutto verso la Germania, e importato 7 Mt, costituiti principalmente rottami metallici da Germania e Francia per le acciaierie nazionali. I rifiuti esportati sono costituiti per il 66,3% da “rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale” (capitolo 19 dell’elenco europeo dei rifiuti) e per il 15,4% da “rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione” (capitolo 17). Rispetto al 2023 l’export di rifiuti ha fatto registrare una riduzione del 7,8%. Dei rifiuti esportati 3,3 Mt sono costituiti da rifiuti non pericolosi mentre di quelli importati sono 6,9 Mt.
La rete impiantistica è costituita da 10.563 impianti di gestione dei rifiuti speciali operativi sul territorio nazionale. Nel Nord Italia ne sono localizzati più della metà (5.808), con la Lombardia che si conferma fulcro nazionale ospitandone quasi il 20% (pari a 2.068 impianti). Gli impianti dedicati al recupero di materia sono 4.620, pari al 43,7% del totale.
Il Report poi dedica una serie di approfondimenti su particolari flussi di rifiuti, tra cui:
Per maggiori informazioni si rimanda al testo del rapporto disponibile qui.
A cura di Assoambiente e ISPRA
L’ECHA, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ha avviato una consultazione finalizzata al lavoro per la creazione di un elenco di sostanze preoccupanti perché potenzialmente pericolose presenti negli imballaggi, ai sensi del PPWR.
Il lavoro dell’ECHA ha portato all’identificazione di circa 700 sostanze segnalate come preoccupanti (Substances of concern – SoC), motivando le motivazioni per ciascuna sostanza.
Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2026/340/SAEC-EUR/FA del 22.07.2026 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.
A cura di Assoambiente e ECHA
A seguito della modifica apportata all’art. 212, comma 5 del d.lgs. 152/2006 che prevede la possibilità, per i liberi professionisti iscritti in albi professionali che prevedono lo svolgimento di attività manutentive, di iscriversi all’Albo nazionale gestori ambientali per il trasporto dei propri rifiuti, il Comitato nazionale ha individuato la sottocategoria 2-quater specificatamente dedicata a tali soggetti definendone criteri e requisiti d’iscrizione.
Link di seguito: https://www.albonazionalegestoriambientali.it/Public/News/DEL4_22.07.2026
A cura di Albo Nazionale Gestori Ambientali
Pubblicati i riscontri ai quesiti emersi nel tavolo di confronto del 3 luglio
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato i chiarimenti forniti in merito ai principali quesiti emersi durante il tavolo di confronto del 3 luglio 2026, riguardanti l’operatività del RENTRI e del formulario di identificazione dei rifiuti (FIR).
Tra i temi affrontati, il Ministero ha comunicato che è in corso una valutazione tecnica per consentire la registrazione separata dell’inizio e della fine delle soste tecniche durante il trasporto dei rifiuti. In attesa dell’eventuale aggiornamento delle specifiche tecniche e delle istruzioni di compilazione del FIR, sarà predisposta una specifica scheda informativa per gestire questa casistica nella fase transitoria. Il MASE invita inoltre a segnalare casi concreti di “sosta tecnica” riscontrati nella pratica operativa, così da supportare le valutazioni in corso.
Per quanto riguarda i rifiuti in uscita dai Centri di raccolta comunali, il Ministero ritiene condivisibile la richiesta di aggiornare la scheda informativa relativa agli obblighi del gestore del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani, che sarà adeguata al quadro normativo vigente. Eventuali modifiche alla scheda dedicata ai gestori dei centri di raccolta saranno valutate successivamente.
Sul tema della definizione di “giorno lavorativo” nelle procedure previste in caso di indisponibilità dei servizi RENTRI, il MASE precisa che tale definizione non rientra nelle proprie competenze, riservandosi comunque ulteriori approfondimenti. Ricorda inoltre che la decorrenza delle modalità operative di sicurezza è stata indicata con un apposito avviso pubblicato sul portale RENTRI.
In merito alla verifica analitica presso gli impianti di destinazione, il Ministero conferma i contenuti della scheda informativa aggiornata il 19 maggio 2026, precisando che il campo “In attesa di verifica analitica” deve essere barrato quando il destinatario sottopone il rifiuto ad analisi e che le modalità di gestione restano quelle previste dalle autorizzazioni dell’impianto. Sul tema è in corso un confronto con ISPRA.
Per le micro interruzioni dei servizi RENTRI, il MASE comunica che la questione sarà oggetto di ulteriori approfondimenti per individuare le modalità di gestione più idonee ed eventuali implementazioni della procedura.
Con riferimento alla correzione dei FIR digitali, il Ministero ricorda che è già disponibile la funzione di rollback, che consente di annullare la firma appena apposta entro 15 minuti e modificare i dati inseriti. La funzionalità è disponibile nell’area operatori, tramite l’app RENTRI FIR Digitale e via API. È inoltre allo studio la possibilità di estendere il tempo a disposizione per il rollback, valutandone gli effetti sulla tracciabilità dei rifiuti.
Infine, in relazione all’esenzione dall’obbligo del FIR digitale nei casi di trasbordo effettuati nell’ambito del servizio pubblico di raccolta, il MASE richiama il contenuto della propria nota del 21 aprile 2026, ritenendo che la disciplina prevista dall’art. 193 del D.Lgs. 152/2006 sia già sufficientemente chiara in merito.
A cura di www.tuttoambiente.it