Categoria: Ambiente

  • Dal 9 agosto in vigore il DL 116/2025 per tutelare l’ambiente

    Dal 9 agosto 2025 è in vigore il Dl 116/2025 recante disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti.

    Il provvedimento ha introdotto nel Dlgs 231/2001 nuovi “reati-presupposto” della responsabilità delle imprese qualora gli illeciti in materia di rifiuti siano commessi da manager e dipendenti nell’interesse o a vantaggio dell’Ente. 

    Maggiori info

    A cura di Le comunicazioni dell’Ambiente di Agosto dell’Ufficio Promozione Ambiente – Albo Gestori Ambientali Sez. Toscana c/o Camera di Commercio di Firenze

  • Assemblea Albo nazionale gestori ambientali


    Il Comitato nazionale dell’Albo gestori ambientali, in collaborazione con la Sezione regionale della Sardegna, ha organizzato l’Assemblea generale 2025: la sessione pubblica, rivolta ai rappresentanti delle categorie economiche e delle istituzioni, si svolgerà a Cagliari il 12 settembre 2025, presso il Centro Congressi Fiera di Cagliari alle ore 9.30.

    L’evento avrà come tema “Ambiente e Innovazione: verso un’Italia sempre più digitale” e porrà l’attenzione sul ruolo strategico della digitalizzazione a supporto della transizione ecologica, della semplificazione dei processi per le imprese del settore a garanzia di una gestione più efficiente, trasparente e sostenibile dei rifiuti.

    Scarica il Save the date e consulta il programma.

    A cura di Le comunicazioni dell’Ambiente di Agosto dell’Ufficio Promozione Ambiente – Albo Gestori Ambientali Sez. Toscana c/o Camera di Commercio di Firenze

  • GESTIONE RIFIUTI NON AUTORIZZATA: RECLUSIONE

    Decreto-legge n. 116/2025 – art. 256 Dlgs. 152/2006


    TUTTO cambia. L’attività di gestione rifiuti non autorizzata, l’art. 256 Dlgs. 152/2006, era ed è il reato più comune in materia ambientale. Facile cadere nella violazione di tale condotta che veniva punita con una contravvenzione spesso sanabile o comunque munita di un impatto valutabile.

    I commi 6,7,8,9 dell’art. 256 sono rimasti invariati ma la revisione e l’introduzione di nuove condotte punibili con sanzioni alte e comunque con un impatto diverso sulla vita delle aziende, obbliga alla conoscenza puntuale. Vero è che tali condotte, che prevedono condanne alle reclusione di una certa gravità, trovano poi negli altri articoli del DL 116/2025 conseguenze rilevanti che assimilano tali condotte ai reati previsti nel codice penale (art. 452 bis c.p. ss.).

    I commi 1 bis (gestione ), 3 (discarica), e 3 bis (aggravanti) non possono godere, ad esempio, del beneficio processuale della esclusione della punibilità di cui all’art. 131 bis del c.p….. leggi articolo su questo sito 

    Anche il modello 231 (responsabilità degli enti) dovrà essere revisionato alla luce dei nuovi reati (del punto ci occuperemo a breve).

    Per il momento è utile e necessario conoscere l’impatto immediato della revisione dell’art. 256 d.lgs. 152/2006 e si OFFRE elenco dell’aumento delle pene e della comparazione tra il vecchio e nuovo articolo 256 Dlgs. 152/2006.

    Pena della reclusione (comma 1)- attività gestione

    Il nuovo art. 256 invece introduce enormi novità perché la condotta diviene reato grave (delitto)

    punito con la pena della reclusione

    da 6 mesi a 3 anni (se rifiuti non pericolosi) e

    da 1 a 5 anni nel caso di rifiuti pericolosi nel caso del primo comma, il più comune. …  continua lettura articolo e schema comparazione art. 256 prima e dopo DL 116/2025

    A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri

  • Requisiti per l’iscrizione nella categoria 2bis – Iscrizione al Rentri

    Webinar – 17 settembre

    La Sezione regionale del Piemonte dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, con il supporto di Ecocerved, organizza un incontro dedicato alla categoria 2 bis, nella quale si devono iscrivere i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti.

    Verranno trattati gli argomenti:

    • Inquadramento normativo della categoria 2 Bis (art. 212 c. 8 D. Lgs. n. 152/06)
    • Requisiti soggettivi e oggettivi
    • Titoli di disponibilità dei veicoli
    • Particolari tipi di veicoli: macchine operatrici, veicoli uso speciale
    • Attribuzione dei codici-rifiuto ed esempi pratici
    • Variazione / Rinnovo / Costi
    • Iscrizione RENTRI

    La partecipazione è gratuita, previa iscrizione.

    Il link per accedere al webinar sarà trasmesso dal sistema con la e-mail di conferma dell’iscrizione.

    A cura di sezione Ambiente della Camera di commercio di Torino – ambiente@to.camcom.it

  • VIA – modulo per voltura provvedimenti

    Il MASE ha predisposto il modulo che l’impresa deve utilizzare per “traferire” ad un’altra azienda il provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) da lei posseduto.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla Circolare 2025/318/SAEC-NOT/LE del 01.09.2025 pubblicata sul sito ASSOAMBIENTE.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • REGIONE LOMBARDIA 6° Forum regionale per lo sviluppo sostenibile – iscrizioni aperte

    Al via il 6° Forum regionale per lo sviluppo sostenibile, incentrato sul tema del cambiamento climatico e articolato in cinque tappe tematiche:

    • 12 settembre, Bergamo – Le imprese lombarde verso la decarbonizzazione (iscrizioni a questo link)
    • 19 settembre, Lodi – L’agricoltura nei processi di mitigazione e adattamento
    • 26 settembre, Lecco – Gestione delle risorse territoriali: le aree boschive, la filiera del legno e il futuro del turismo
    • 17 ottobre, Monza – Città resilienti, la riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio
    • 30 ottobre, Milano – Città intelligenti e qualità della vita: la sfida della decarbonizzazione e della mobilità sostenibile in ambito urbano
       

    Il Forum è un’importante occasione per promuovere il coinvolgimento di tutti gli attori locali, fare network, illustrare buone pratiche, raccogliere utili indicazioni di policy e costituisce, anche, il momento annuale di rendicontazione delle azioni compiute nell’ambito del Protocollo lombardo per lo sviluppo sostenibile, sottoscritto anche da Assoambiente.

    Sul portale eventi di Regione Lombardia è possibile trovare i programmi aggiornati delle giornate e le modalità di iscrizione.

    A cura di NEWSLETTER ASSOAMBIENTE

  • AMBIENTE: ESCLUSA TENUITA’ DEL FATTO

    Decreto-legge n. 116/2025 – vigente dal 9.8.2025


    Così si esprime l’art. 2 del DL 116/2025 comma 1 vigente dal 9.8.2025:  Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:  a) all’articolo 131-bis, terzo comma, dopo il numero 4-bis) è aggiunto il seguente: «4-ter) per i delitti consumati o tentati previsti dagli articoli 255-ter, 256, commi 1-bis, 3 e 3-bis, 256-bis, e 259 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.».

    L’intervento del D.L. 116/2025 è nel senso di inasprire e aumentare le pene in merito ad alcune condotte “ambientali” ma anche in ambito processuale escludendo alcuni meccanismi di favore come la “esclusione della punibilità”.

    L’art. 255 Dlgs. 152/2006 (abbandono rifiuti), in commento su questo sito, già rappresenta l’operazione del Decreto che riscrive la condotta e aumenta le pene. Le modifiche al Dlgs. 152/2006 si uniscono a quelle apportate al codice penale per ottenere un sistema decisamente più rigoroso la cui efficacia è rimessa ai posteri.

    L’art. 2 del DL 116/2025 modifica il Codice penale in punto di “esclusione della punibilità per la particolare tenuità del fatto” ex art. 131 bis C.P. è un beneficio a favore del reo (esclude appunto la punibilità) che deve essere valutato dal Giudice e con riferimento a reati considerati con basso impatto criminoso o per reati con una pena minimale. L’articolo incide dunque in seno processuale.

    Il terzo comma dell’art. 131 bis comma 3 punto 4bis prevede i casi in cui la….   continua lettura articolo “espulsione beneficio tenuità, nuovi reati ambientali”

    A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri

  • …A PROPOSITO DI ALLAGAMENTI

    ORDINANZA CASSAZIONE 21531/17

    Un condomino subisce allagamento della propria cantina e conseguente danno relativo a bottiglie pregiate e altri oggetti. L’allagamento della cantina, secondo il condomino, era dovuto al malfunzionamento e difetto dell’impianto fognario condominiale e dunque muove causa al condominio.

    Il condomino perde in Tribunale e si rivolge alla Corte di appello e poi alla Cassazione.

    Il risarcimento del danno non viene concesso, sostiene la Cassazione, perché la Corte d’Appello ha escluso il nesso causale tra il malfunzionamento dell’impianto fognario condominiale e l’allagamento delle cantine. La causa dell’allagamento è stata attribuita a una precipitazione meteorica eccezionale e imprevedibile, considerata un caso fortuito autonomamente sufficiente a determinare l’evento. Inoltre, il ricorrente non ha fornito argomentazioni o prove adeguate a dimostrare che le carenze dell’impianto fognario avrebbero potuto evitare o limitare i danni.

    Questo punto, la prova, è dirimente e getta luce sulla realtà processuale ……..continua lettura articolo cantina allagata e risarcimento danno

    Leggi ordinanza Cassazione 2017

    A cura Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri

  • Aridità e siccità: ora c’è un database globale sulla domanda idrica attuale e futura

    Il mondo va verso un’intensificazione dell’aridità, in particolare le regioni già soggette a siccità periodiche o a scarsità idrica.

    Uno studio recente ha fornito il database globale sulla domanda idrica attuale e futura, una ricerca guidata dal CMCC e realizzata in collaborazione con un team internazionale di ricercatori. Lo studio offre una valutazione del bilancio idrico climatico futuro a livello globale, partendo da due indicatori: la potential evapotranspiration (PET, evapotraspirazione potenziale), che rappresenta la domanda atmosferica di acqua, e l’aridity index (AI, indice di aridità), che invece rapporta le precipitazioni alla perdita potenziale di acqua.

    L’aumento delle temperature sarà sempre di più un fattore di stress per la disponibilità idrica di molte regioni del pianeta. Altre invece dovranno fare i conti con un eccesso di acqua. Riuscire a prevedere dove potrebbero verificarsi questi processi è una condizione fondamentale per gestire efficacemente i rischi climatici legati alla produzione agricola, all’approvvigionamento idrico e alla salute degli ecosistemi e dell’uomo.

    L’indice di aridità serve a misurare quanta umidità è disponibile per la crescita delle piante. Tale indice insieme alla PET funziona da input per vari processi decisionali, come la gestione dell’irrigazione, le pratiche di coltivazione, la previsione di siccità e inondazioni. Tutti processi di grande rilevanza per il settore agricolo e per la governance delle risorse idriche. Queste sono anche valutazioni essenziali per il raggiungimento dei diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, molti dei quali hanno a che fare con la gestione dell’acqua.

    Verso una maggiore aridità

    I risultati di questa ricerca dicono che il mondo va verso un’intensificazione dell’aridità, in particolare ciò accadrà alle regioni già soggette a siccità periodiche o a scarsità idrica. Tuttavia, la grande novità dello studio è mettere a disposizione un dataset strutturato e ad altissima risoluzione sulla domanda idrica di oggi e del futuro, dunque uno strumento essenziale per le valutazioni ambientali e la pianificazione dell’uso del suolo.

    Leggi anche: Miosina XI, la proteina che aiuta le colture a resistere alla siccità

    Il database globale sulla domanda idrica attuale e futura

    Il database ha una risoluzione spaziale di circa 1 chilometro e fornisce stime globali e abbastanza precise della domanda idrica attuale e futura e dell’aridità, analizzando quattro scenari di cambiamento climatico per due periodi medi storici e due periodi medi futuri (2021–2040 e 2041–2060). Questa banca dati è stata progettata per permettere ulteriori analisi e applicazioni su scala locale. «Uno dei punti di forza di questo lavoro è che offre un dataset coerente, ad alta risoluzione, liberamente accessibile e utilizzabile in molteplici discipline e aree geografiche», ha spiegato il Prof. Xu Jianchu, della Chinese Academy of Sciences, coautore dello studio.

    Il database, quindi, sarà utile a scienziati, amministratori del territorio, agenzie di pianificazione nazionale, ancor più per le valutazioni relative alle aree del mondo dove l’accesso ai dati climatici futuri affidabili non è sempre possibile. Lo scopo è appunto offrire una base per valutazioni specifiche e localizzate ed essere di supporto alla pianificazione, al monitoraggio periodico e alla governance nazionale e regionale.

    Non è che mancassero dataset simili ma questo lavoro li estende integrando modelli climatici e garantendo un maggior dettaglio spaziale. La metodologia è la stessa per tutte le aree terrestri, permettendo di elaborare confronti diretti tra regioni e intervalli temporali.

    «Poiché le pressioni climatiche aumentano in modo disomogeneo a livello globale, disporre di dati comparabili per tutte le regioni è essenziale per comprendere i rischi emergenti e supportare risposte informate», ha commentato Donatella Spano, coautrice dello studio e ricercatrice CMCC.

    QUI lo studio del CMCC

    A cura di Erminia Voccia di rinnovabili.it

  • ABBANDONO RIFIUTI-SOSPENSIONE PATENTE

    BBANDONO RIFIUTI: NOVITA’

    Sospensione patente – DL 116/2025


    Il 9 agosto 2025 è entrato in vigore il decreto-legge numero 116 del 2025 che ha modificato alcuni articoli del testo unico ambientale, decreto legislativo 152 del 2006.

    Il Decreto Titola:

    “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area   denominata Terra dei fuochi, nonché’ in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi”.

    L’articolo 255 subisce importante innovazione anche nel titolo dedicato “all’abbandono di rifiuti non pericolosi”. Alcune novità:

    • Comma 1 art. 255 Dlgs. 152/2006

    AUMENTO SANZIONI (penale): Le condotte censurate rimangono le medesime del previgente articolo ovvero la

    1. a) violazione del divieto di abbandono di cui articolo 192;
    2. b) condotta riferita agli imballaggi di cui all’ articolo 226; e
    3. c) ai veicoli fuori uso che non rientrano nella normativa speciale di cui all’articolo 231.

    L’abbandono e deposito dei rifiuti o la immissione nelle acque superficiali o sotterranee è punito però con una ammenda più elevata da 1.500 a 18.000 € (anziché da 1.000 a 10.000).

    SOSPENSIONE PATENTE: Il primo comma prevede anche una nuova disposizione sanzionatoria. Se l’abbandono o deposito si verifica mediante l’utilizzo di veicoli a motore, al conducente del veicolo si applica la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a quattro mesi.

    • COMMA 1.1.ART. 255

    IMPRESE E RESPONSABILI ENTI: il decreto dedica il comma 1 ai…..continua lettura articolo e schema di confronto art. 255 d.lgs. 152/2006 prima e dopo il DL 116/2025

    A cura di Studio Legale Ambiente – Cinzia Silvestri