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  • LIMITI E SANZIONI PER L’ACRILAMMIDE

    Nel 2023 cambieranno le disposizioni europee relative alla presenza dell’acrilammide negli alimenti.
    Ciò accade dopo circa vent’anni dai primi studi che hanno mostrato il pericolo per la salute umana di questa sostanza, che si forma in tantissimi cibi cotti (come biscotti, merendine, pane, patate fritte e caffè) quando la temperatura supera i 120°C a seguito della reazione che avviene tra zuccheri e amminoacidi in condizioni di scarsa umidità. Quasi tutti i produttori coinvolti dovranno, pertanto, modificare le ricette, per rispettare le regole (molto più di quanto non facciano oggi) ed evitare di raggiungere la soglia massima consentita.

    L’acrilammide è stata definita dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Oms come probabile cancerogeno già nel 1994 (classe 2A) e, secondo studi più recenti, se assunta cronicamente, potrebbe anche danneggiare le fibre nervose e aumentare quindi il rischio di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Tuttavia, i dati sono ancora abbastanza confusi.

    Infatti, finora, c’è stata un’estrema tolleranza. Le aziende dovevano fare tutto il possibile per abbassare i livelli e allinearsi con i valori di riferimento definiti nel 2018. Ma, se qualche impresa oltrepassava i livelli definiti dall’UE, non c’erano conseguenze, per cui sul mercato era possibile trovare di tutto.

    Secondo test effettuati in questi ultimi anni, le concentrazioni di acrilammide variavano da 50 a 7mila ppb, a seconda delle ricette, delle condizioni di cottura e, soprattutto, del tipo di farina utilizzata. Alcune hanno quantità molto elevate di asparagina, uno degli amminoacidi che più facilmente dà origine all’acrilammide, così come il fruttosio, più reattivo rispetto agli altri zuccheri.

    Nel 2023 l’Unione Europea dovrebbe pubblicare le nuove disposizioni sui livelli di acrilammide negli alimenti.

    Una violazione dei limiti dovrebbe comportare sanzioni e altri provvedimenti. Nelle nuove regole dovrebbero entrare categorie non previste oggi come il cacao in polvere, i piatti a base di patate (oltre alle patatine fritte) come i rosti, le crocchette, le chips di verdura e altro ancora. Si tratta, in questo caso, della naturale conseguenza correlata all’allargamento deciso nel novembre 2019 del monitoraggio delle concentrazioni di acrilammide a molte tipologie di prodotti da forno. In questo gruppo rientrano per esempio, le tortilla, i pancake, i croissant, le ciambelle, diversi tipi di pane e anche, per estensione, gli hamburger e i panini (proprio perché contenenti farinacei cotti).

    Se vi servono ulteriori informazioni non esitate a contattarci! Eco-Verde è una società che si occupa di igiene alimentare e H.A.C.C.P..

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  • COME EVITARE LE MALATTIE ALIMENTARI?

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    Le malattie alimentari sono un insieme di patologie che insorgono a seguito dell’ingestione di alimenti contenenti microrganismi patogeni e/o tossine. Per non incorrere in infezioni, intossicazioni o tossinfezioni alimentari si possono riassumere 10 semplici punti da tenere sempre presenti:

    1 – Igienizzare
    I posti in cui si conservano i prodotti e gli utensili da cucina, come posate, taglieri, piatti e contenitori, devono essere igienizzati. Lavare accuratamente le mani dopo aver toccato la frutta e la verdura acquistata o aver manipolato alimenti di diversa natura. Utilizzare carta usa e getta.

    2 – Frigo
    Riporre la spesa in modo corretto e nel ripiano adeguato del frigo è alla base di una buona conservazione. Utilizzare contenitori in vetro o il sottovuoto per conservare gli avanzi, non lasciarli nei tegami di cottura. Mai riporre alimenti caldi o tiepidi nel frigo perché determinano un aumento della temperatura interna. Pulire con cura le superfici utilizzando detersivi appropriati non abrasivi e senza schiuma in modo da facilitare il risciacquo e disinfettanti. Controllare sempre l’integrità delle guarnizioni. Se macchiate e sporche, pulire con candeggina e, se rotte, sostituirle.

    3 – Frutta e verdura
    Lavare sempre frutta e verdura prima del consumo, preferibilmente con Amuchina, lasciandola in acqua per 15 minuti. Dopo il lavaggio è importante non refrigerare i prodotti, in quanto potrebbero sviluppare batteri patogeni contaminanti per il resto degli alimenti in frigo. Se si acquista verdure in busta, lavarle sempre anche se sulla confezione viene indicato che non è necessario. Frutta e verdura vanno riposte nei cassetti in basso e nei contenitori appositi e non lasciate libere o a contatto con altri alimenti.

    4 – Carne
    Va conservata in sacchetti per gli alimenti nei ripiani bassi, sopra i cassetti delle verdure. Non va sciacquata sotto l’acqua corrente, per evitare di contaminare la cucina con gli schizzi. A seconda del tipo di taglio e composizione: deve essere consumata entro 24 ore se macinata, entro tre giorni nel caso di affettati non confezionati e carne fresca in genere.
    Consumare sempre i wurstel cotti, per evitare il rischio Listeria Monocitogenes.

    5 – Pesce
    Pulito ed eviscerato, va lavato sotto acqua corrente, asciugato bene, conservato in un contenitore ermetico o coperto con una pellicola e riposto nella parte bassa del frigorifero. Deve essere consumato entro 24 ore.

    6 – Latticini e uova
    Non vanno lasciati sfusi, ma conservati in appositi contenitori sigillati e riposti nel ripiano centrale del frigo. Nel caso delle uova, bisogna evitare di tenerle nel portauova dello sportello, a causa degli sbalzi termici dovuti all’apertura e chiusura.

    7 – Freezer
    Per surgelare in maniera ottimale è consigliabile porzionare gli alimenti (carne e pesce) avvolgerli in pellicola, in busta per alimenti o in contenitori resistenti. Lo scongelamento deve avvenire sempre nel frigorifero, mai a temperatura ambiente.

    8 – Etichetta
    Leggere sempre l’etichetta e la data di scadenza quando si fa la spesa, riponendo i cibi con scadenza ravvicinata davanti, in primo piano, sia in dispensa che in frigorifero, perché siano consumati per primi.

    9 – Cottura
    Per garantire l’eliminazione delle spore è necessario far salire la temperatura sopra i 120° C.

    10 – In caso di intossicazione
    È importante bere molta acqua per evitare la disidratazione legata al vomito e diarrea. Se i sintomi persistono, contattare un medico.

    Se servono chiarimenti contattateci! Eco-Verde è una società che si occupa di igiene alimentare e H.A.C.C.P..

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