Categoria: Ambiente

  • RENTRI Modulo II – Imprese

    A partire da giovedì 27 giugno inizieranno le sessioni formative dedicate alle imprese relative al secondo modulo.

    A partire da giovedì 27 giugno inizieranno le sessioni formative RENTRI dedicate alle imprese relative al secondo modulo, con il seguente programma:

    1. Accesso all’area riservata operatori
    2. Iscrizione operatori
    3. I servizi di supporto per il FIR cartaceo
    Vidimazione ed emissione del FIR
    Gestione della copia del FIR (trasportatore e produttore)

    4. I servizi di supporto per il registro di carico e scarico
    Stampa registro di carico e scarico cartaceo
    Apertura registro di carico e scarico digitale
    Tenuta del Registro di carico e scarico digitale
    Trasmissione al RENTRI dei dati annotati sul registro digitale

    5. Supporto
    Area Demo
    Materiale formativo

    Per partecipare ai webinar online il link sarà disponibile sul portale RENTRI 30 minuti prima dell’inizio.

    Le sessioni formative si terranno nelle date:

    • 27 giugno 2024 ore 10.30
    • 3 luglio 2024 ore 10.30
    • 8 luglio 2024 ore 10.30

    Si ricorda che nell’area supporto – eventi formativi viene pubblicato tutto il materiale didattico utilizzato durante i webinar.

    da https://www.ecocerved.it

  • Pubblicato il Rapporto Gestione Raee 2023

    Il 24 giugno 2024 il Centro di Coordinamento Raee (CdC RAEE) ha pubblicato il Rapporto “Gestione Raee -Report 2023″  che illustra i volumi di rifiuti elettronici domestici e professionali gestiti lo scorso anno in Italia e mostra il tasso di raccolta raggiunto dal nostro Paese, calcolato sulla base delle dichiarazioni sui quantitativi di RAEE gestiti effettuate dagli impianti di trattamento al CdC RAEE.

    Il Rapporto evidenzia che nel 2023 sono state quasi 511mila le tonnellate di rifiuti elettrici domestici e professionali gestite dagli impianti deputati, il 4,6% in meno rispetto al 2022. Si riduce, di conseguenza il tasso di raccolta, che si ferma al 30,24%, rispetto al target europeo previsto del 65%.

    Il tasso di raccolta dei Raee deriva dalle dichiarazioni annuali fatte dagli impianti di trattamento iscritti all’elenco obbligatorio gestito dal Centro di Coordinamento RAEE, che hanno l’obbligo di comunicare al consorzio, entro il 30 aprile di ogni anno, i volumi di rifiuti elettronici gestiti nel corso dell’anno precedente.

    Nel rapporto poi vengono presentati i dati relativi: volumi di RAEE gestiti per raggruppamento e per categoria, il numero degli impianti dichiaranti, la dislocazione sul territorio degli impianti accreditati al CdC RAEE e i volumi di AEE immesse sul mercato nell’ultimo triennio.

    Per prendere visione del Comunicato Stampa ed il Rapporto Gestione Raee 2023, consultare il sito del CdC Raee.

    da www.ecocamere.it

  • Shock microplastiche, gli impianti di riciclaggio plastica le diffondono

    Pensavate che il riciclo della plastica fosse la soluzione definitiva all’inquinamento? Un nuovo studio potrebbe farvi cambiare idea. Ricercatori scozzesi e canadesi hanno scoperto che gli impianti di riciclaggio plastica potrebbero essere una fonte insospettabile di inquinamento da microplastiche. Come? Rilasciando miliardi di minuscole particelle nelle acque di scarico.

    Una rivelazione che solleva domande cruciali: gli impianti attuali sono realmente efficaci? Stiamo davvero risolvendo il problema della plastica, o stiamo semplicemente creando una nuova forma di inquinamento?

    La scoperta inaspettata

    Un team di ricercatori guidato da Erina Brown dell’Università di Strathclyde, nel Regno Unito, ha condotto uno studio pionieristico su un impianto di riciclaggio plastica all’avanguardia. I risultati, pubblicati sul Journal of Hazardous Materials Advances (ve li linko qui), sono sorprendenti e preoccupanti allo stesso tempo.

    L’impianto esaminato, che processa annualmente 22.680 tonnellate di rifiuti plastici misti, rilascia nelle sue acque di scarico una quantità di microplastiche stimata tra 5,97 milioni e 112 milioni per metro cubo. Per dare un’idea della portata del problema, questa concentrazione è di gran lunga superiore a quella trovata nelle acque reflue urbane o nei fiumi.

    Il processo di riciclaggio plastica sotto esame

    Chiariamoci: nello stato in cui ci troviamo, il riciclaggio plastica è essenziale per ridurre i rifiuti (anche se i risultati non lo premiano). Il fatto, però, è che comporta processi meccanici che possono frammentare la plastica in particelle sempre più piccole. Queste microplastiche, definite come particelle di dimensioni comprese tra 1 micrometro e 5 millimetri, finiscono nelle acque di lavaggio utilizzate durante il processo di riciclaggio.

    Lo studio ha rivelato che la maggior parte di queste particelle ha dimensioni inferiori a 10 micrometri. Questo le rende particolarmente insidiose per l’ambiente e potenzialmente per la salute umana.

    Come possiamo mitigare i “difetti” del riciclaggio plastica?

    L’impianto studiato ha implementato sistemi di filtrazione per cercare di ridurre il rilascio di microplastiche. Questi filtri si sono dimostrati efficaci nel rimuovere particelle più grandi di 5 micrometri, con un’alta efficienza per quelle superiori a 40 micrometri.

    Tuttavia, la maggior parte delle microplastiche più piccole di 5 micrometri continua a sfuggire ai filtri, finendo nelle acque di scarico. Si stima che tra le 59 e le 1.184 tonnellate di queste minuscole particelle vengano rilasciate annualmente dall’impianto.

    Le microplastiche rappresentano una minaccia crescente per gli ecosistemi acquatici e terrestri. Possono essere ingerite da organismi di varie dimensioni, dal plancton ai pesci, entrando così nella catena alimentare. Inoltre, queste particelle possono assorbire e trasportare sostanze inquinanti, amplificando il loro potenziale danno.

    Recenti studi hanno rilevato la presenza di microplastiche ovunque. Negli organi e nel sangue umano, nella placenta, tra le nuvole. Ovunque.

    Servono soluzioni più efficaci

    I ricercatori sottolineano l’urgenza di migliorare i sistemi di filtrazione negli impianti di riciclaggio plastica. Suggeriscono l’implementazione di tecnologie in grado di catturare particelle ancora più piccole prima che vengano rilasciate nell’ambiente.

    Inoltre, lo studio evidenzia la necessità di integrare il monitoraggio delle microplastiche nelle normative sulla qualità delle acque, un aspetto finora trascurato nella maggior parte dei paesi.

    Il paradosso è evidente e inquietante: gli sforzi per ridurre l’inquinamento da plastica attraverso il riciclaggio potrebbero involontariamente contribuire a un’altra forma di contaminazione ambientale.

    Prospettive future

    La dott.ssa Brown e il suo team evidenziano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere meglio l’entità del problema a livello globale. Suggeriscono di condurre studi simili su altri impianti di riciclaggio in diverse parti del mondo per avere un quadro più completo della situazione.

    Ci tengo a sottolinearlo: anche gli esperti coinvolti nello studiano sottolineano che i risultati non devono scoraggiare il riciclaggio, ma spingere verso un miglioramento delle tecnologie utilizzate.

    Questo studio ci ricorda che non esistono soluzioni semplici ai problemi ambientali complessi. Il riciclaggio plastica rimane un elemento cruciale nella gestione dei rifiuti plastici, ma è evidente che c’è ancora molto lavoro da fare per renderlo veramente sostenibile.

    da www.futuroprossimo.it

  • L’Italia vuole riaprire le miniere: spunta il decreto del Governo

    Via libera del Consiglio dei ministri al d.l. “Materie prime critiche”, che semplifica le autorizzazioni alle estrazioni

    Analizzare la domanda di minerali in Italia, accelerare le autorizzazioni a estrazioni e riciclo e intervenire per tempo durante le crisi. Con questi tre obiettivi principali, il Consiglio dei ministri (Cdm) di giovedì 20 giugno approva il decreto legge “Materie prime critiche”, che recepisce il regolamento Critical Raw Materials Act dell’Unione europea e getta le basi per riaprire le miniere nel Paese.

    Protagonisti del d.l. sono i progetti che la Commissione dell’Ue definirà “strategici”; ottenuto il sigillo di Bruxelles, “sarà lo Stato – come fanno sapere i ministeri dell’Ambiente (Mase) e dell’Industria (Mimit) – a rilasciare le autorizzazioni necessarie, con tempistiche coerenti e migliorative rispetto a quelle previste nel Regolamento”.

    La promessa di iter più veloci

    Stando alle comunicazioni dei due dicasteri, prima di tutto il Mimit procederà alla formazione di un Comitato tecnico permanente per le materie prime critiche e strategiche, che monitorerà la catena degli approvvigionamenti e predisporrà un Piano nazionale.

    Poi le domande di autorizzazioni a estrazioni e riciclo andranno presentate a dei “punti unici di contatto” al Mase, con tempi di approvazione che non potranno superare rispettivamente i 18 e i 10 mesi. “Al Mimit – si legge ancora nella nota – compete invece la procedura autorizzativa relativa alla trasformazione di materie prime critiche strategiche, per una durata massima di dieci mesi”, con richiesta da depositare sempre nel punti unico di contatto istituito al ministero.

    “Il provvedimento introduce anche un nuovo sistema di royalties per le concessioni minerarie di progetti strategici, che saranno corrisposte annualmente in favore dello Stato e della Regione interessata per progetti su terraferma”.

    a cura di Riccardo Ciriaco di insideevs.it

  • Bill Gates e TerraPower, al via la costruzione del primo impianto nucleare di nuova generazione

    TerraPower, sostenuta da Bill Gates, ha avviato la costruzione del primo impianto nucleare americano di nuova generazione a Kemmerer, nel Wyoming, nel 2030. Questo impianto è destinato a diventare il più avanzato al mondo. «Questo è un grande passo verso un’energia sicura, abbondante e a zero emissioni di carbonio», ha dichiarato Gates a Kemmerer, secondo quanto riportato dall’Associated Press. «È importante per il futuro di questo Paese che progetti come questo abbiano successo».

    Cos’è il reattore Natrium

    Secondo quanto riporta il sito ufficiale di TerraPower «Natrium è l’unico reattore avanzato, non ad acqua leggera, nell’emisfero occidentale che viene costruito oggi per affrontare le sfide della transizione verso un’energia pulita. Attualmente in costruzione vicino a una centrale a carbone in pensione a Kemmerer, Wyoming, l’impianto Natrium dimostra che l’energia nucleare avrà un ruolo cruciale nel contrastare il cambiamento climatico a livello globale. Inoltre, fornirà un supporto fondamentale all’economia locale di questa storica comunità produttrice di energia per decenni a venire».

    da www.ilmessaggero.it

  • Plastic Tax e Sugar Tax: proroga ufficiale

    La Legge 23 maggio 2024, n. 67, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ha convertito in legge, con modifiche, il Decreto-Legge 39/2024. Questa legge ha prorogato la Plastic Tax al 1° luglio 2026 e la Sugar Tax al 1° luglio 2025.

    La Plastic Tax, introdotta dalla legge di Bilancio 2020, riguarda i manufatti in plastica monouso utilizzati per contenere, proteggere, manipolare o consegnare merci o prodotti alimentari. La tassa è di 0,45 euro per chilogrammo di plastica e deve essere pagata tramite modello F24. Alcune eccezioni sono previste per prodotti compostabili e riciclati, dispositivi medici e contenitori di medicinali. Tuttavia, la mancanza di un quadro giuridico completo e di un provvedimento attuativo ha creato difficoltà operative per gli operatori.

    Analogamente, la Sugar Tax, introdotta dalla legge di Bilancio 2020, impone una tassa sul consumo di bevande analcoliche edulcorate. Le bevande interessate sono quelle con un contenuto di zuccheri superiore a 25 grammi per litro per i prodotti finiti e 125 grammi per chilogrammo per i prodotti da diluire. Anche questa tassa è stata prorogata, con l’ultima scadenza al 1° luglio 2024.

    da ‘Newsletter Aice – 24′ – www.aicebiz.com

  • Responsabilità estesa dei produttori: istituito il registro nazionale

    Pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il D.M. 15 aprile 2024, n. 144 che definisce le modalità di iscrizione al Registro nazionale dei produttori  secondo quanto previsto dall’art.178-ter, comma 9, del d.lgs. 152/2006. 

    Sono tenuti all’iscrizione tutti i soggetti obbligati a rispettare le regole della responsabilità estesa del produttore.

    Se il produttore adempie agli obblighi attraverso un Consorzio o Sistema autonomo di gestione in forma collettiva, saranno questi ultimi a iscriversi al Registro comunicando l’elenco dei produttori aderenti.

    L’iscrizione verrà effettuata in via telematica attraverso il portale messo a disposizione dalle Camere di commercio entro 60 giorni dalla comunicazione di apertura delle iscrizioni che verrà comunicata dal portale stesso e sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica .

    Il Registro nazionale dei produttori è composto dai diversi registri di filiera già esistenti, come i Registri AEE e Pile, e da quelli che verranno istituiti come previsto nell’allegato I al decreto che elenca i Registri di filiera che compongono il Registro Nazionale Produttori.

    L’iscrizione ai Registri di filiera costituisce iscrizione al Registro nazionale dei produttori.

    La prima applicazione del Registro nazionale dei produttori è costituita dal nuovo Registro nazionale di produttori e importatori di pneumatici istituito dal D.M. 16 aprile 2024, n. 147, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2024.

    Per maggiori informazioni, consultare il sito web del MASE.

    da www.ecocamere.it

  • Il Registro Nazionale dei produttori e importatori di pneumatici

    E’ stato pubblicato il D.M. 16 aprile 2024 n. 147 che istituisce il Registro informatico nazionale di produttori e importatori di pneumatici soggetti agli obblighi di gestione degli pneumatici fuori uso, dando attuazione all’art. 7 del D.M. 19 novembre 2019, n. 182.

    L’iscrizione al Registro Pneumatici riguarda i produttori e gli importatori di pneumatici già operanti, compresi i soggetti che non dispongono di sede legale in Italia e i soggetti che vendono a distanza. I nuovi produttori e importatori di pneumatici sono tenuti ad iscriversi al registro contestualmente all’inizio della loro attività.

    L’iscrizione al registro va effettuata in via telematica, attraverso il portale messo a disposizione dalle Camere di commercio, entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’apertura delle iscrizioni, pubblicata sul portale del registro pneumatici e sul sito istituzionale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

    La Camera di commercio competente rilascia, a ciascun produttore e importatore, un numero di iscrizione al Registro Pneumatici da riportare nei documenti commerciali.

    Gli operatori, le amministrazioni e i cittadini possono consultare sul portale le informazioni relative alla gestione degli pneumatici fuori uso, le statistiche e gli elenchi di imprese iscritte.

    ll Registro nazionale di produttori e importatori di pneumatici è parte integrante del Registro nazionale di produttori istituito dal D.M. 15 aprile 2024, n. 144.

    Per maggiori informazioni, consultare il sito web del MASE.

    da www.ecocamere.it