Giunto alla sua sesta edizione, il Premio PIMBY Green 2025 torna per promuovere la cultura del“Please In My BackYard” e valorizzare chi investe nell’innovazione e nella sostenibilità per migliorare la competitività del Paese.
L’Italia si trova davanti a una sfida cruciale: accelerare la transizione ecologica senza rimanere imbrigliata nei veti e nelle resistenze che bloccano le infrastrutture necessarie alla crescita sostenibile. Troppe volte il NIMBY (Not In My Backyard) ha ostacolato opere fondamentali per migliorare la competitività del Paese, limitando l’innovazione e frenando lo sviluppo dell’economia circolare.
Per questo è nato il Premio PIMBY Green, un riconoscimento che celebra la cultura del “Please In My BackYard”(PIMBY), promuovendo quei progetti che sanno coniugare progresso, sostenibilità e accettazione sociale. Un’iniziativa che premia chi, invece di dire “no”, costruisce il futuro, chi crede in un’Italia capace di valorizzare le proprie risorse, rendendole motore di crescita per le comunità.
Perché il PIMBY è la chiave della competitività Il PIMBY non è solo un principio, ma una strategia vincente per lo sviluppo. Dire sì alle infrastrutture moderne significa garantire energia pulita, migliorare la gestione dei rifiuti e promuovere la circolarità delle risorse, creando opportunità per le imprese e posti di lavoro di qualità. Significa dotarsi degli strumenti per affrontare le sfide globali senza restare indietro.
Le categorie del Premio PIMBY Green 2025 Saranno premiate pubbliche amministrazioni, imprese e professionisti dell’informazione che si sono distinti nei seguenti ambiti:
1. Realizzazione di Infrastrutture Tecnologicamente Avanzate. Questa categoria premia i progetti che hanno contribuito al progresso tecnologico e all’innovazione nel territorio, migliorando l’efficienza e la sostenibilità delle infrastrutture.
2. Coinvolgimento Positivo e Responsabile dei Cittadini. Questa categoria riconosce l’impegno di enti locali e PA che hanno promosso il dialogo e la partecipazione attiva dei cittadini nelle decisioni riguardanti opere di pubblica utilità, creando un coinvolgimento positivo e responsabile.
3. Informazione Trasparente e Scientifica. In questa categoria vengono premiati giornalisti e autori di contenuti scientifici che hanno contribuito a diffondere un’informazione trasparente e basata su dati scientifici, contrastando l’opposizione aprioristica a qualsiasi opera.
Come candidarsi Le candidature per il Premio PIMBY Green 2025 sono aperte fino al 10 giugno 2025. Per partecipare, è necessario inviare la documentazione alla Segreteria Assoambiente all’indirizzo assoambiente@assoambiente.org, specificando nell’oggetto “Candidatura Premio PIMBY Green 2025” e allegando il Modulo di presentazione candidatura fornito dall’Associazione (in allegato).
L’evento di premiazione I Vincitori saranno premiati il 12 settembre 2025 a Roma in un evento dedicato a celebrare chi, con visione e determinazione, sta contribuendo alla crescita di un’Italia più sostenibile e innovativa.
Il Premio PIMBY Green 2025 non è solo un riconoscimento, ma un manifesto per un’Italia che sceglie di crescere. Per un’Italia che dice sì a ciò che serve per il benessere collettivo e per il futuro delle nuove generazioni.
A cura di OmniNews di Aprile e assoambiente.org
Al seguente link il modulo per la candidatura :Allegato
Il MASE ha risposto con prot. n. 0089121 del 12 maggio 2025 ad istanza di interpello n. 25506 dell’11 febbraio 2025 in merito a chiarimenti relativamente ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, della pulizia e spazzamento e altri servizi di igiene urbana, della fornitura di contenitori e sacchetti per la raccolta dei rifiuti urbani, della fornitura di veicoli, macchine mobili non stradali e attrezzature per la raccolta e il trasporto di rifiuti e per lo spazzamento stradale, adottati con Decreto 23 giugno 2022, n. 255.
Il MASE, nel precisare che la risposta è pertinente unicamente al quesito posto, conferma che il contenuto di riciclato dei sacchi e sacchetti per rifiuti deve essere riferito al prodotto finito e precisa le casistiche in merito alla certificazione degli stessi.
Con risposta all’interpello n. 235616/2024, il MASE ha chiarito che:
le autorità territorialmente competenti possano autorizzare, anche per settori confinati, alcune specifiche sottocategorie di discariche per rifiuti non pericolosi e individuare i relativi criteri di ammissibilità stabiliti, caso per caso, in base alla tipologia di sottocategoria, alle caratteristiche dei rifiuti, alla valutazione di rischio con riguardo alle emissioni della discarica e all’idoneità del sito, prevedendo altresì deroghe per specifici parametri, tra cui DOC e TSD;
fermo restando che l’effettuazione del trattamento non necessariamente comporta che lo stesso sia automaticamente efficace ai fini del collocamento in discarica, occorre specificare che i rifiuti trattati devono altresì rispondere ai criteri di ammissibilità definiti nell’atto autorizzativo dall’autorità competente.
The 2025 Blue Economy Report has been published. This year’s edition reviews progress made since 2009 and provides an in-depth analysis of the sector’s performance between 2021 and 2022 based on the most recent Eurostat data. It offers insights into emerging trends, economic growth, and sustainability across Europe’s ocean-based industries.
Recent figures confirm that the EU blue economy continues on a strong growth trajectory compared to 2021. In 2022, the blue economy employed 4.82 million people (a 16% increase compared to 2021) and generated a turnover of nearly EUR 890 billion, a 29% increase compared to 2021. In the same year, the blue economy’s Gross Value Added (GVA) accounted for EUR 250.7 billion, a 33% increase.
Full recovery for the EU blue economy
Notably, the report reveals that the EU blue economy has fully recovered from the COVID-19 pandemic, with emerging sectors, such as blue renewable energy, leading the charge by creating new business opportunities and economic growth.
Furthermore, innovation in the blue economy proves to be a key driver for sustainability and growth. Since 2018, investments in innovative blue economy sectors have steadily increased, with activities such as blue renewable energy attracting a high volume of financial inflows per year, putting the EU blue economy on a clear path to greater competitiveness and climate neutrality.
Tourism and renewables at the helm
Between 2013 and 2022, Gross Value Added (GVA) increased significantly across all blue economy sectors. Coastal tourism remains the largest contributor, accounting for 33% of the EU blue economy’s GVA in 2022 and employing over half of the total workforce (54%). After a sharp decline in 2020-when GVA and turnover dropped by 64% and 59% respectively due to the COVID-19 pandemic, the sector made a full recovery by 2022, regaining its central role in the blue economy.
Over the same period, offshore wind energy experienced the highest growth at +1049%, followed by maritime transport (+99%), shipbuilding and repair (+73%), marine living resources (+44%), and port activities (+36%).
Overall, marine renewable energy has seen the largest expansion in the EU, with the EU offshore wind energy sector remaining on a fast-growth trajectory. From just a few pilot projects in the early 2000s, the EU now has a total offshore wind capacity of 18.9 gigawatts, spread across 11 countries – enough to power more than 6 million households – making it one of the fastest-growing parts of the EU economy. In 2022 alone, investment in ocean energy reached €48.53 billion—accounting for 53% of global investment in the sector.
Furthermore, the sector’s GVA increased to EUR 5.3 billion in 2022, a 42% increase compared to 2021. This growth boosted the sector’s profits, which reached EUR 4.1 billion in 2022, a 56% increase from 2021.
These trends are expected to continue. The report suggests that the EU blue economy sectors continued to grow after 2022. According to JRC estimates, in 2023, the blue economy contributed EUR 263 billion to the EU GVA and employed 4.88 million people.
Advancing sustainability in the blue economy
Recent findings show that the EU is making steady progress toward building a sustainable blue economy. This trajectory aligns closely with the objectives of the European Green Deal-promoting resource efficiency, resilience, and competitiveness, while working to eliminate net greenhouse gas emissions and protect natural capital.
Maritime transport is also making steady progress toward sustainability, with sea and coastal freight water transport recording a 10% reduction in emissions per tonne of freight between 2013 and 2022. Over the same period, the EU fishing fleet achieved a 31% decrease in CO emissions. Further improvements are reflected in fuel efficiency: in 2022, the fleet used 17% less fuel compared to 2009. The adoption of more sustainable practices and technologies not only enhances the sector’s competitiveness but also strengthens the EU blue economy’s resilience to climate-related shocks.
The blue economy encompasses all economic activities based on or related to the ocean, seas and coasts. This includes various economic sectors such as fisheries and aquaculture, coastal tourism, maritime transport of goods and passengers, ports, and marine renewable energy.
The EU Blue Economy Report is the annual flagship publication of the European Commission’s Directorate-General for Maritime Affairs and Fisheries and the Joint Research Centre. It offers an in-depth analysis of the scope and size of the blue economy in the European Union.
The report and the EU Blue Economy Observatory provide an overview of key socio-economic performance indicators per sector, activity, and country.
Con la Sentenza 456/2025 il Consiglio di Stato ha ribadito i principi generali di responsabilizzazione e di cooperazione di tutti i soggetti coinvolti nel ciclo afferente alla gestione dei rifiuti, stabilendo che l’impresa che trasporta materiali deve assicurarsi che si tratti di beni e non di rifiuti se la dizione sul documento di trasporto è generica(nel caso di specie “Pvc triturato”), altrimenti risponde dell’eventuale abbandono di rifiuti sanzionato dall’art. 255 del D.lgs. n. 152/2006.
La legge di bilancio 2025 prevede un aumento dell’IVA per lo smaltimento dei rifiuti in discarica, e premia chi dà una seconda vita ai tessuti. Tra le misure suggerite da Assoambiente, un credito d’imposta per l’economia del recupero
Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea è stata pubblicata la Decisione delegata (UE) 2025/934 della Commissione europea che modifica la Decisione 2000/532/CE, che istituisce l’elenco europeo armonizzato dei rifiuti.
La nuova Decisione delegata, che entrerà in vigore a partire dal 9 giugno 2025 e si applicherà a decorrere dal 9 novembre 2026, va a modificare l’elenco dei rifiuti relativamente ai rifiuti di batterie.
Tale aggiornamento, stando a quanto evidenziato dalla Commissione, si è reso necessario al fine di tenere conto dell’aumento della produzione di batterie, delle loro nuove composizioni chimiche e tipologie e della gestione dei rifiuti che generano.
Il 20 maggio 2025 è stato pubblicato, sul sito del MASE, il Decreto direttoriale n. 15 del 20 maggio 2025 recante approvazione delle Regole operative per la partecipazione alle procedute competitive relative al DM 30 dicembre 2024 (FER X Transitorio, meccanismo transitorio di supporto per impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato con validità massima al 31 dicembre 2025).
Il documento fornisce le informazioni necessarie per un corretto adempimento di quanto previsto dal DM FER X Transitorio e dal quadro normativo e regolatorio vigente in materia, disciplinando, in particolare, tutte le attività e i processi preliminari all’avvio delle procedure competitive nonché lo svolgimento delle stesse.
Energia Oltre, Agenzia di stampa AGEEI, Ricicla News, GreenMe, Eco dalle Città, Replanet News, Agenparl, Adriaeco, Staffetta Quotidiana
UNIRAU organizzerà attività formative e divulgative per il personale dell’Agenzia addetto ai controlli in dogana sulle attività svolte dagli operatori del settore al fine di rendere più efficaci le operazioni di verifica e controllo.
Roma, 19 maggio 2025 – Migliorare le conoscenze del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulle attività di gestione e trattamento dei rifiuti tessili urbani, con l’obiettivo di rendere più efficace l’attività di verifica, controllo e contrasto dei traffici illeciti di questi rifiuti. Con questo obiettivo è stato siglato il Protocollo di Intesa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e UNIRAU, l’Associazione delle aziende e delle cooperative che svolgono le attività di raccolta, selezione e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani che aderisce ad Assoambiente.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre al ruolo di tutela degli interessi erariali, è infatti ogni giorno impegnata nelle attività di presidio e controllo sulle merci e sui viaggiatori per garantire la regolarità dei traffici commerciali e della protezione della salute dei cittadini. Con questo accordo UNIRAU si impegna a organizzare attività formative e divulgative rivolte al personale dell’Agenzia addetto ai controlli in dogana finalizzate all’approfondimento delle attività svolte dalle società che operano nel settore della raccolta e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani, con l’obiettivo di consentire l’acquisizione di conoscenze e dati informativi utili per migliorare e rendere più efficace l’azione amministrativa di contrasto agli eventuali traffici illeciti di questa tipologia di rifiuti.
“La crescente invasività e trasversalità delle frodi e dei traffici illeciti in ambito doganale – evidenzia Claudio Oliviero, direttore della Direzione Dogane dell’ADM – impone all’Agenzia di dotarsi di strumenti di contrasto del fenomeno sempre più sofisticati e invasivi; l’obiettivo è sempre quello di prevenire e arginare al massimo livello questi fenomeni criminosi, nell’interesse dello Stato e dei cittadini;
in quest’ottica, l’accordo stipulato con UNIRAU costituisce una preziosa opportunità per l’amministrazione di acquisire maggiori conoscenze tecniche nel settore dei rifiuti tessili urbani, che potranno essere proficuamente utilizzate dai nostri funzionari impegnati nell’attività di controllo in dogana”.
“La strategia europea per un tessile sostenibile e circolare, approvata nel 2022, l’obbligo per i Comuni di garantire la raccolta differenziata dei rifiuti tessili urbani e la prossima entrata in vigore di regimi di EPR (responsabilità estesa dei produttori) stanno radicalmente cambiando questa filiera”, afferma Andrea Fluttero presidente UNIRAU, “la nostra associazione intende dare il massimo supporto informativo ai legislatori ed alle Autorità di controllo per valorizzare il lavoro dei tanti operatori della raccolta e della selezione che operano nel rispetto delle norme e contrastare chi infrangendo le leggi crea danni ambientali e concorrenza sleale”.
Rifiuti tessili, un protocollo per migliorare la lotta al traffico illecito
di Redazione Ricicla.tv 19/05/2025
UNIRAU organizzerà attività formative e divulgative per il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli addetto ai controlli in dogana sulle attività svolte dagli operatori del fine vita tessile al fine di rendere più efficaci le operazioni di verifica e controllo, Rendere più puntuali ed efficaci le attività di controllo dei flussi transnazionali di abiti usati e rifiuti tessili, anche per agevolare l’intercettazione di eventuali traffici illeciti.
Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra UNIRAU, associazione dei recuperatori di rifiuti tessili urbani, e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un’intesa che punta a rafforzare le operazioni di verifica delle movimentazioni in ingresso e in uscita dall’Italia, in un mercato dalla portata sempre più globale, migliorando la conoscenza tecnica degli agenti doganali con attività formative e divulgative rivolte al personale addetto ai controlli.
“La crescente invasività e trasversalità delle frodi e dei traffici illeciti in ambito doganale – evidenzia Claudio Oliviero, direttore della direzione dogane dell’ADM – impone all’Agenzia di dotarsi di strumenti di contrasto del fenomeno sempre più sofisticati e invasivi; l’obiettivo è sempre quello di prevenire e arginare al massimo livello questi fenomeni criminosi, nell’interesse dello Stato e dei cittadini; in quest’ottica, l’accordo stipulato con UNIRAU costituisce una preziosa opportunità per l’amministrazione di acquisire maggiori conoscenze tecniche nel settore dei rifiuti tessili urbani, che potranno essere proficuamente utilizzate dai nostri funzionari impegnati nell’attività di controllo in dogana”. L’intesa metterà a disposizione dei controllori elementi di conoscenza e dati informativi indispensabili per una corretta lettura delle dinamiche legate alle movimentazioni transfrontaliere di rifiuti tessili e abiti usati, che secondo un briefing dell’European Environment Agency negli ultimi 20 anni sono più che triplicate.
Un mercato sempre più globale, che vede nella filiera italiana del recupero dei tessili post consumo uno dei principali attori a livello internazionale, alle prese da un lato con interventi normativi che stanno ridefinendo le regole di settore e dall’altro con una delicata congiuntura economica.
“La strategia europea per un tessile sostenibile e circolare, approvata nel 2022, l’obbligo per i Comuni di garantire la raccolta differenziata dei rifiuti tessili urbani e la prossima entrata in vigore di regimi di responsabilità estesa dei produttori stanno radicalmente cambiando questa filiera – afferma Andrea Fluttero presidente UNIRAU – la nostra associazione intende dare il massimo supporto informativo ai legislatori e alle autorità di controllo per valorizzare il lavoro dei tanti operatori della raccolta e della selezione che operano nel rispetto delle norme e contrastare chi infrangendo le leggi crea danni ambientali e concorrenza sleale”.
Rifiuti tessili urbani: firmato protocollo tra Agenzia Dogane e UNIRAU per il contrasto dei traffici illeciti
Migliorare le conoscenze del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulle attività di gestione e trattamento dei rifiuti tessili urbani, con l’obiettivo di rendere più efficace l’attività di verifica, controllo e contrasto dei traffici illeciti di questi rifiuti.
Con questo obiettivo è stato siglato il Protocollo di Intesa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e UNIRAU, l’Associazione delle aziende e delle cooperative che svolgono le attività di raccolta, selezione e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani che aderisce ad Assoambiente.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre al ruolo di tutela degli interessi erariali, è infatti ogni giorno impegnata nelle attività di presidio e controllo sulle merci e sui viaggiatori per garantire la regolarità dei traffici commerciali e della protezione della salute dei cittadini.
Con questo accordo UNIRAU si impegna a organizzare attività formative e divulgative rivolte al personale dell’Agenzia addetto ai controlli in dogana finalizzate all’approfondimento delle attività svolte dalle società che operano nel settore della raccolta e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani, con l’obiettivo di consentire l’acquisizione di conoscenze e dati informativi utili per migliorare e rendere più efficace l’azione amministrativa di contrasto agli eventuali traffici illeciti di questa tipologia di rifiuti.
“La crescente invasività e trasversalità delle frodi e dei traffici illeciti in ambito doganale – evidenzia Claudio Oliviero, direttore della Direzione Dogane dell’ADM – impone all’Agenzia di dotarsi di strumenti di contrasto del fenomeno sempre più sofisticati e invasivi; l’obiettivo è sempre quello di prevenire e arginare al massimo livello questi fenomeni criminosi, nell’interesse dello Stato e dei cittadini; in quest’ottica, l’accordo stipulato con UNIRAU costituisce una preziosa opportunità per l’amministrazione di acquisire maggiori conoscenze tecniche nel settore dei rifiuti tessili urbani, che potranno essere proficuamente utilizzate dai nostri funzionari impegnati nell’attività di controllo in dogana”.
“La strategia europea per un tessile sostenibile e circolare, approvata nel 2022, l’obbligo per i Comuni di garantire la raccolta differenziata dei rifiuti tessili urbani e la prossima entrata in vigore di regimi di EPR (responsabilità estesa dei produttori) stanno radicalmente cambiando questa filiera”, afferma Andrea Fluttero presidente UNIRAU, “la nostra associazione intende dare il massimo supporto informativo ai legislatori ed alle Autorità di controllo per valorizzare il lavoro dei tanti operatori della raccolta e della selezione che operano nel rispetto delle norme e contrastare chi infrangendo le leggi crea danni ambientali e concorrenza sleale”.
Rifiuti tessili urbani: intesa tra Agenzia delle Dogane e UNIRAU per contrastare traffici illeciti
Migliorare le conoscenze del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulle attività di gestione e trattamento dei rifiuti tessili urbani, con l’obiettivo di renderne più efficace l’attività di verifica, controllo e contrasto dei traffici illeciti. Con questo obiettivo è stato siglato il Protocollo di Intesa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e UNIRAU, l’Associazione delle aziende e delle cooperative che svolgono le attività di raccolta, selezione e valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani che aderisce ad Assoambiente
Tessuti fantasma: l’Italia alza la guardia contro il traffico illecito di rifiuti, grazie all’accordo tra Agenzia delle Dogane e UNIRAU
A cura di Riccardo Liguori. Pubblicato il 19/05/2025
L’iniziativa mira a rafforzare le competenze degli addetti ai controlli doganali, fornendo loro gli strumenti conoscitivi necessari per intercettare e contrastare efficacemente le attività illecite in un settore in rapida evoluzione verso la sostenibilità e la circolarità
Rifiuti tessili urbani: firmato protocollo di intesa tra Agenzia delle Dogane e UNIRAU per il contrasto dei traffici illeciti
UNIRAU organizzerà attività formative e divulgative per il personale dell’Agenzia addetto ai controlli in dogana sulle attività svolte dagli operatori del settore al fine di rendere più efficaci le operazioni di verifica e controllo.
Rifiuti tessili urbani, protocollo di intesa tra l’Agenzia delle dogane e Unirau
L’associazione organizzerà attività formative per il personale dell’Adm addetto ai controlli in dogana sulle attività svolte dagli operatori del settore
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